Letteratura

UNA POESIA SULLA FONTANA DI PIAZZA GIOENI

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PRESENTAZIONE LIBRO: "PASSATO, TRASCORSO E PRESENTE " Di Benedetto Scandurra

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È stato presentato al Centro culturale V.Paterno’-Tedeschi il libro “ Passato, trascorso e presente” dello scrittore catanese Benedetto Scandurra. Ne ha discusso con l’autore, Santo Privitera davanti a un folto pubblico che ha seguito con interesse. Si è trattato di un lavoro di memorie autobiografiche ambientato a Barriera del Bosco, luogo di nascita dello Scandurra, precisamente tra le vie Vitaliti, Passo Gravina e Carrubbella. Niente spazio, neanche un po' alla fantasia: Tutto autenticamente vero. A quell'epoca, Barriera del Bosco era un piccolo eden ricco di orti e di giardini. Le ville nobiliari spiccavano rispetto alla stragrande maggioranza di umili abitazioni che costellavano l'intero territorio popolato da contadini e carrettieri. Sparsi qua e là, piccole fabbriche che davano lavoro agli artigiani del luogo. Il libro si divide in tre parti: La nascita, i ricordi più cari, le stagioni della vita. Uno spaccato di vita vissuta tra gli anni ‘50-‘70 dello scorso secolo e fino ai nostri giorni. Anni molto laboriosi che hanno fatto registrare un profondo cambiamento del tessuto sociale e urbanistico del quartiere ubicato nella estrema periferia a Nord della città. Con linguaggio semplice e fotografico, a tratti lirico, misto di dialetto e lingua italiana, Scandurra ha narrato con arguta minuzia luoghi, personaggi e avvenimenti che lo hanno visto protagonista. Esperimento riuscito. Dalla complicata nascita e fino all’ adolescenza è stato tutto un susseguirsi di eventi descritti con lucidità e passione. La vita di un ragazzo dalle modeste condizioni economiche che la famiglia ha però cresciuto con amorevole cura.  Si lavorava per vivere, lo studio era un lusso alla portata di pochi. Le ferite della guerra erano ancora vive nelle carni della popolazione. Frugando nella memoria, i tempi cronologici sono stati rispettati con dovizia di particolari. Tanti i personaggi citati: dall'amico del cuore Saretto a don Giuseppe Zammataro parroco della chiesa S.Maria del Carmelo; dalla cugina Alfia  alla famiglia d'Alì e molti altri: tutti ebbero un ruolo più o meno importante nella sua vita.  Non sono mancati i riferimenti alle tradizioni popolari siciliane, agli abituali riti religiosi, agli amici occasionali, a quelli del cuore, e soprattutto a quel mondo contadino scomparso ma ben vivo nel cuore e nella memoria di chi ha scritto. Nel corso dell’incontro, alcuni passi del libro sono stati magistralmente letti da Orazio Costorella. 

 

ROCCO PIRRONE, IL POETA CHE AMO' LA BELLEZZA

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Il poeta Rocco Pirrone(Calatabiano 1931-Catania 2005), presente il figlio Antonio, è stato ricordato al Centro culturale V.Paterno’-Tedeschi”. Relatore, il poeta e critico letterario Avv. Renato Pennisi. "Un uomo affabile, sempre col sorriso sulle labbra, molto attivo nell'ambito culturale catanese"; così lo ha descritto durante il suo breve intervento introduttivo il presidente del sodalizio organizzatore Dott. Santo Privitera. Affascinato dal mondo greco, gran parte dei suoi componimenti hanno risentito di questa sua passione. Pur non considerandosi un epigono, la sua poesia si avvicinò molto a quella di Salvatore Quasimodo. “ In questa Alcantara-Arcadia, scrive Gesualdo Bufalino nella recensione di “Et in Alcantara Ego” ultima silloge del poeta catanese di adozione, “mi pare di riconoscere un congeniale sentimento della vita come tremito fra una tenebra e una memoria, un immalinconirsi sulle perdute radici elleniche(…)” “Pirrone”- sostiene dal canto suo Renato Pennisi-“visse il tuo tempo intensamente. Affronto’ con coraggio le tensioni sociali che si svilupparono negli anni ‘70 e per buona parte degli anni ’80.” Amo’ ogni forma d’arte riconducibile alla bellezza. Non c’era mostra o evento culturale cui egli non partecipasse con impegno e dedizione. L’Alcantara fu la sua costante metafora: “Ti saluto Alcantara che avevi scrosci di fanfare./Ma quali aranci sopravvivono, quali rondini/per le contrade prive d’aria?”.“I suoi versi carichi di emotività, morbidi e musicali”-conclude Pennisi-“sembrano scorrere tranquilli e liberi proprio come il fiume Alcantara che fu tra le sue maggiori fonti di ispirazione poetica.” Dal 1964 al 1989 pubblicò quattro sillogi, alcune delle quali vincitrici di premi e segnalazioni: “La Ragione”(Ediz.Giannotta, 1964); “In questo tempo alto,crudele”(ediz.L’Elefante,1977); “Ludus Tonalis”(Ediz. Forum,1981); “Et in Alcantara Ego”( C.u.e.c.m.,1989). Opere prefate da scrittori e giornalisti di chiara fama come Nino Muccioli e Giampiero Mughini.

 

Nella foto grande, il poeta Rocco Pirrone

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