Letteratura

RENATO PENNISI: POETI DA RICORDARE

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Al Centro culturale V.Paterno’-Tedeschi, stupenda mattinata dedicata alla letteratura. Il poeta e critico letterario Avv.Renato Pennisi, nell’ambito della rubrica antologica “Poeti da ricordare”, ha magistralmente relazionato su due poeti nostrani al centro della vita intellettuale del Novecento: EMANUELE MANDARA’(Vittoria 1930-1993) e ANTONIO CORSARO(Camporotondo 1909-Catania 1995). Una vera e propria lezione grazie alla quale è stato possibile conoscere Biografia, critica e aneddotica relativa a questi due letterati che in comune hanno poco tra loro, ma il cui contributo alla poetica di quegli anni è stato enorme. Emanuele Mandara’ (nella foto piccola a sin.)lo ricordiamo non solo per la sua attività letteraria ma anche per quella pubblicistica. Collaboro’ con la Terza pagina del quotidiano La Sicilia per oltre vent’anni, scrivendo dei costumi del suo tempo. È stato tra gli intellettuali più prolifici del ragusano, piccola provincia che ha dato i natali a grandi intellettuali come Gesualdo Bufalino e Antonino Uccello, tanto per fare dei nomi. Pennisi ha ricordato i rapporti culturali che Mandara’ intrattenne con Poeti del calibro di Mario Luzi e Giuseppe Ungaretti. Ma anche della collaborazione con riviste molto famose come “Annabella” pubblicata dalla casa editrice Mondadori. Poeta raffinato e colto, nel 1969 Pubblicò una raccolta antologica della sua produzione poetica, “Tra il fingere e il tacere” molto apprezzata dalla critica. “Pur rimanendo sulla scia del premio Nobel Salvatore Quasimodo”-ricorda il relatore-“la sua poesia ebbe una propria originalità occupando nuovi spazi stilistici e tematici”. Dopo la lettura di alcune liriche, Pennisi ha introdotto Antonio Corsaro. Alla luce della biografia accennata, è stato possibile comprendere la differenza abissale tra i due autori trattati. Nessun raffronto; solo la trattazione di un altro capitolo della suggestiva storia culturale della nostra città. Don Antonio Corsaro( nella foto piccola in basso a destra) è stato un grande uomo di cultura capace di spaziare a “tutto campo” dalla poesia alla filosofia, dalla critica letteraria all’arte. Non a caso, Corsaro è considerato l’intellettuale catanese più in vista dell’epoca post-brancatiana. Si occupò di Teatro e fu perfino infaticabile organizzatore. Fondo’ il “Circolo artistico” e, con Gianni Salvo, “Il Piccolo Teatro”. Le riviste che riuscì ad avviare con il fior fiore degli intellettuali catanesi del suo tempo, ebbero però vita breve. Docente di letteratura italiana e straniera, insegnò a Perugia e a Palermo. A Catania, oltre che al Seminario: al liceo Spedalieri e al Cutelli. Ad Acireale per un periodo di tempo insegnò al Gulli e Pennisi. A seguito del suo libero pensiero e delle sue altrettante libere frequentazioni, fu indubbiamente considerato un intellettuale scomodo. Ancora di più, un prete abbondantemente sopra le righe. Avendolo conosciuto personalmente, non gli vidi mai indossare una tonaca. Solo un vestito grigio scuro con una crocetta al petto. Quando nel 1959 fondo’ la rivista “Incidenza” , che ebbe come redattori Sebastiano Addamo, Manlio Sgalambro e Vito Librando, notoriamente atei”-ricorda il relatore-“l’allora Arcivescovo Luigi Bentivoglio gli ingiunse l’immediata chiusura” . A suo modo Corsaro aveva tentato così di favorire un improbabile dialogo tra cattolici e marxisti. Il religioso fu un grande estimatore dei Simbolisti francesi e fu l’unico a tradurre le poesie di Mallarme’. Tra gli anni ‘60 e ‘80 dello scorso secolo segui’ con interesse i gruppi Avanguardisti che in quel periodo andarono formandosi. Di essi-ne è convinto Pennisi-volle conoscere con grande curiosità i contenuti di quel progetto artistico nuovo. Fu probabilmente questa-aggiungiamo noi- la molla che lo portò ad essere a Catania tra i fondatori del Verticalismo, quel movimento architettonico che prediligeva appunto le linee verticali. Tra le tante opere pubblicate, Renato Pennisi, tra un commento e una lettura di liriche, si è soffermato su “La Vergine”(1947) Poema in lode alla Madonna( dedicato alla madre con la quale visse per tutta la vita) e “La Vita dei Papi” quartine a rima alternata dedicate a tutti i Papi della storia: Da San Pietro a Giovanni Paolo II. Opera molto criptica in mistilingua italiana e Latina, che la critica bollo’ come “Incomprensibile”. Qualcuno arrivò a descriverla come opera di un “Pazzo”.

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