Cultura e spettacolo

CENTRO CULTURALE "V.PATERNO'-TEDESCHI": MUSICA E POESIA AL PARCO GIOENI, AVVIO STAGIONE AUTUNNO-INVERNO 2018-19

Share

Musica e poesia al Parco Gioeni Dopo la lunga pausa estiva ricomincia la stagione culturale del “Paterno’-Tedeschi”. L’associazione catanese che si occupa di storia patria, musica popolare, letteratura in lingua e dialetto, ha dato dato vita a un recital poetico condito di buona musica. Nel Parco più grande della città, tra i muretti a secco dove i poeti hanno preso posto e il panorama mozzafiato che da lì si ammira, la manifestazione musico-letteraria ha assunto un carattere ancora più suggestivo. Poesia e musica si sono alternate consentendo così ai tanti spettatori presenti di assistere a una manifestazione quasi d’altri tempi. Accompagnati dalla chitarra di Carmelo Filogamo, dal mandolino di Santo Privitera e le percussioni di Giacomo Gucciardo, hanno recitato le proprie liriche: Agata D’Amico Castorina, Francesca Privitera, Sara Celano, Costanza Isaja, Turi Spata, Rosanna Di Benedetto, Giovanna Leo, Orazio Minnella. Nel corso della mattinata sono stati letti e commentati componimenti anche di altri autori. Rosetta Seminara ha ricordato il poeta dialettale Enzo D’Agata. Orazio Costorella ha recitato liriche della poetessa siculo-ferrarese Anna Costorella e del compianto Alfredo Danese, famoso commediografo e poeta mentre il critico musicale Nunzio Barbagallo, sulle note di “Casta Diva”, ha omaggiato Vincenzo Bellini. Non sono mancati i momenti di Cabaret con le esilaranti esibizioni del caratterista catanese ‘Angelo Ursino(Masi). In evidenza anche il coro tutto al femminile composto da Cettina Distefano, Salvina Tomarchio, Maria Zaffarana e Anna D’Amico. Al termine, dopo l’esibizione del tenore Franco Andronico e del cantante Enzo Seminara, il presidente del sodalizio Organizzatore, Santo Privitera, ha recitato una sua composizione satirica dialettale sulla tanto contestata Fontana monumentale del Tondo Gioeni.

Nella foto di Gianni De Gregorio, il gruppo dei partecipanti

" 'A LUMERA" PIECE TEATRALE DEDICATA A SANT'EUPLIO

Share

LA CANZONE NAPOLETANA DALLE ORIGINI ALL'EPOCA D'ORO

Share

Proseguendo con gli appuntamenti culturali dedicati alla canzone napoletana classica, il collezionista e critico catanese Nunzio Barbagallo ha tenuto il 24 giugno 2018 al Castello Leucatia una conferenza dal titolo: La canzone napoletana dalle origini all'epoca d'oro. Nel corso dell'incontro organizzato dal Centro culturale "V.Paterno'-Tedeschi" in collaborazione con la biblioteca "Rosario Livatino", il relatore ha commentato e fatto ascoltare mediante supporti informatici le più' belle canzoni napoletane composte tra il 1835 e il 1911. Si e' trattato di un excursus storico sintetico ma molto dettagliato relativo ai testi, agli autori ed i cantanti che questi brani hanno fatto conoscere e portato al successo in tutto il mondo. Essendo delle vere e proprie romanze, soprani come Maria Callas, Renata Tebaldi e tenori come Beniamino Gigli, Tito Schipa, Enzo De Muro Lomanto, Giuseppe Distefano , tanto per fare dei nomi, si sono cimentati in questo genere aggiungendo un tocco di grande qualità. Da non trascurare le grandi voci del passato; quelle del calibro di Franco Ricci, Sergio Bruni, Gennaro Pasquariello, Maria Paris ecc. 


COMUNICATO STAMPA: All’Ambasciatori in scena lo strano caso di “Mattia Pascal” della Compagnia “Buio in Sala”

Share

CATANIA- L’aggrovigliata storia de “Il Fu Mattia Pascal”, uno dei romanzi più celebri della letteratura italiana che ha consacrato Luigi Pirandello tra i più grandi autori del novecento prende vita sul palco del Teatro Ambasciatori giovedì 25 gennaio, alle ore 21.00, per una produzione firmata Buio in sala.

L’adattamento teatrale realizzato da Irene Tetto, già autrice della rielaborazione drammaturgica di “Storia di una Capinera, insieme alla regia di Giuseppe Bisicchia e Massimo Giustolisi coadiuvati da Donatella Marù assistente di regia, punta ad evidenziare gli equivoci, la falsità, le simulazioni e, soprattutto, le menzogne dello strano caso di Mattia Pascal, interpretato da Marcello Montalto, il quale viene scambiato per un altro morto nella gora di un mulino, che accetta le conseguenze dell’errore cambiando il proprio nome con quello di Adriano Meis e trasferitosi a Roma s’innamora di una semplice ragazza,

Leggi tutto: COMUNICATO STAMPA: All’Ambasciatori in scena lo strano caso di “Mattia Pascal” della Compagnia...

MICIO TEMPIO "VIETATO AI MINORI" TRA EROS E IMPEGNO SOCIALE

Share
 
CATANIA- Irriverente, sboccato e quasi pornografico, questi gli aggettivi con cui prima della pièce “Micio Tempio. Vietato ai minori”, nata da un’idea di Piero Lipera, diretta da Rosario Minardi e Marco Tringali e prodotta dall’associazione culturale “Le Nuove Muse” di Giusi Manna e Simona Di Bella, si pensava a Domenico Tempio il poeta etichettato solo come il cantore catanese dell’eros.
L’operazione culturale dell’Associazione “Le Nuove Muse” accolta con favore dalla critica e dal pubblico sin dal primo debutto di settembre di quest’anno e da dicembre in un tour teatrale che tocca le maggiori città dell’isola per poi affrontare le platee nazionali si pone l’obiettivo, ben riuscito, di riabilitare la figura dell’intellettuale catanese a torto dimenticato non  solo dalla memoria dei suoi concittadini ma anche dagli ambienti accademici che non hanno avuto tempo o voglia di studiarlo adeguatamente, facendo in modo che l’impegno nel denunciare le ingiustizie, gli abusi del malgoverno e gli eccessi della nobiltà sulla povera gente volutamente abbandonata nella sua ignoranza venisse spazzato via o ricordato solamente da una piccola elitaria cerchia di studiosi.
Il pubblico del Metropolitan, generoso negli applausi e partecipe sin dalla prima battuta, premia l’impegno del cast capitanato da un ottimo Angelo Tosto, da tempo padrone del palcoscenico, nei panni del combattivo poeta, ed un eccellente e credibile Giuseppe Castiglia senza permettere che la popolarità e la gestualità con cui siamo abituati a conoscerlo soffochino il doppio ruolo del narratore e del principe Biscari interpretato sulla scena, e da una spumeggiante Rossana Bonafede negli ironici e graffianti ruoli della prostituta Rosa e della baronessa, Laura Toscano la compagna di Micio Tempio, Antonio Caruso, Gambino, Santo Santonocito, Ardizzone e il gruppo del Teatro degli Specchi (Lara Marta Russo, Antonio Starrantino, Giovanni Bonaventura, Raimondo Catania, Seby Cantarella, Giusy Allegra Filosico, Grazia Ercolano, Carolina Pulvirenti, Danilo Puglisi).
Un coinvolgente atto unico, arricchito dalle musiche dal vivo dei “Beddi musicanti di Sicilia” (Mimì Sterrantino voce, chitarre, armonica a bocca, mandolino; Davide Urso voce recitante, tamburi a cornice, marranzano, mandolino; Giampaolo Nunzio voce, organetto, zampogna, friscalettu, fiati, marranzano, fisarmonica; Pier Paolo Alberghini contrabbasso; Francesco Frudà chitarra classica; Alessio Carastro percussioni), capace di raccontare la Catania “civitota” di fine 700 e inizio 800 scissa tra finto perbenismo e ignoranza dilagante del popolo catanese, la vita romanzata di uno dei figli della nostra città da sempre avvolta da un alone di affascinante leggenda.
L’adattamento teatrale a firma dei registi Rosario Minardi e Marco Tringali, coadiuvati nella direzione dello spettacolo da Donatella Marù, (assistente alla regia), e Stefano Gambino (direttore di scena), offre allo spettatore moderno una rilettura reale e allo stesso tempo romantica della vita di Domenico Tempio che si muove tra rivoluzioni incompiute, impotenza per il futuro della sua Catania, l’amicizia con il principe Biscari compagno massone fino al drammatico momento del trapasso avvenuto tra i suoi versi e nel ricordo della donna amata.   Un ritratto intimo e sincero che ridà a Micio Tempio, l’uomo che mise d’accordo  plebe e nobiltà tra versi erotici e impegno sociale, il giusto ruolo di letterato al pari di Dante e dei più grandi intellettuali italiani.

Informazioni aggiuntive