Arte e Musica

ANGELINA

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SANTO PRIVITERA(Mandolino) e NUCCIO CALI'(Chitarra)

CHITARRA E MANDOLINO "LA FAMIGLIA BRAMBILLA"

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SANTO PRIVITERA(Mandolino) e NUCCIO CALI'(Chitarra)

in una canzone di Casiroli-Rastelli risalente al 1940.

DI UN CATANESE IL RITRATTO DI SALVINI

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Il catanese Alfonso Restivo, l'artista più richiesto d'Italia dai personaggi famosi ritrae il ministro Salvini

“Ritraggo da sempre i personaggi famosi tanto da essere considerato il ritrattista dei vip ed ho deciso di dedicare un quadro a Matteo Salvini perché a prescindere dal colore politico è il personaggio italiano più discusso e noto in Italia e non solo”. Inizia così il nostro dialogo con l’artista catanese Alfonso Restivo, premiato lo scorso dicembre come uomo siciliano del 2018, l’unico pittore italiano ad aver ritratto su tela con la tecnica dell’iperrealismo figurativo un ministro italiano dal 1946 ad oggi.

“Quando ho consegnato il quadro- continua Alfonso Restivo che ha ritratto personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport e dello showbusiness, come Giorgio Chiellini, Lautaro Martinez, Bianca Atzei, Jonathan Kashanian, Fioretta Mari, Fabio Lamborghini, Adriano Bacconi– durante la firma del libro storico del Comune di Concorezzo in Brianza, il ministro mi ha ringraziato per la bella idea rimanendo stupito per la perfetta somiglianza del ritratto comprese rughe di espressione e l’attaccatura della barba”.

Non una scelta politica ma una voglia di continuare il percorso intrapreso che gli ha permesso di diventare, subito dopo la realizzazione della prima opera dedicata al giornalista e conduttore televisivo Paolo Bargiggia un vero must tra i personaggi famosi che richiedono di essere ritratti dall’artista siciliano trapiantato a Milano per insegnare storia dell’arte. “Dopo Salvini- aggiunge Restivo pronto per consegnare il ritratto a Mauro Icardi attaccante dell'Inter, agli storici calciatori Beppe Bergomi e Fulvio Collovati, al portiere della nazionale Gianluigi Donnarumma e alla showgirl Melissa Satta- per par condicio ritrarrò un uomo di sinistra anche se ci tengo a sottolineare che l’arte non ha un colore politico proprio come i quadri”.

 

PUCCINI E LE DONNE

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In occasione del Centosessantesimo anniversario dalla nascita, il Centro culturale V.Paternò-Tedeschi ha reso omaggio con una conferenza curata dal collezionista e melomane Nunzio Barbagallo, al grande musicista e compositore Giacomo Puccini(Lucca 1858-Bruxelles 1924). “Puccini e le donne”, questo è il titolo emblematico scelto dall’oratore in prossimità della “festa della donna” per sottolineare la particolare sensibilità che il musicista lucchese nel corso della sua avventurosa vita mostrò verso il gentil sesso. Puccini fu tra i più grandi operisti che la storia mondiale ricordi. Vissuto a cavallo tra l’800 e il ‘900, si estinse con la sua morte il melodramma Italiano che con le opere di Bellini e Verdi aveva raggiunto le sue più altre vette. Barbagallo nel corso dell’incontro ha fatto ascoltare e commentato alcune arie tratte da celebri opere del repertorio pucciniano: “ Vissi d’Arte”( da Tosca); “Si mi chiamano Mimì”(da Boheme); “Un bel dì vedremo( da Madama Butterfly); “Tu che di gel sei cinta”(da Turandot); “O Mio Babbino caro”(da Gianni Schicchi), quest’ultima eseguita dalla celebre Maria Callas. L’oratore, attraverso le opere più importanti: da Boheme a Tosca; dalla Manon Lescaut alla Madama Butterfly a Turandot, ha scandito a tappe la vita del musicista Lucchese, sottolineando stile orchestrale, ambientazioni e drammaticità dei suoi personaggi declinati quasi tutti al femminile. E su questo punto si è soffermato  parecchio anche facendo ricorso alla citazione di aneddoti poco conosciuti. “Analizzando la vita privata del musicista, costellata di amori, tradimenti e continui colpi di scena, si direbbe quasi-ha ipotizzato Barbagallo con sottile acume psicologico-che il musicista abbia trasferito i propri sensi di colpa alle sue creature femminili”. Dietro l’apparenza scanzonata, capricciosa, dissoluta, si celava un animo sensibile ma vulcanico, supportato da notevole cultura; quella cultura costruita, da grande viaggiatore quale egli fu, in giro per il mondo. Puccini compose musica sempre con l’intento di interpretare e soddisfare i gusti del pubblico, e fu questa, forse, la base  principale su cui edificò i suoi più grandi successi artistici. Al termine dell’incontro è stato proiettato un inedito filmato: “Il Valzer di Musetta”(da Boheme) eseguito nel 1966 dal Soprano Giovanna Santelli al teatro Massimo Bellini di Catania.

 

Nella foto, il relatore Nunzio Barbagallo.

LA CANZONE NAPOLETANA DELLA GRANDE GUERRA(1918-2018)

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Organizzato dal Centro culturale "V.Paterno'-Tedeschi" di Catania nell'anno delle celebrazioni per il centenario della fine della Prima Guerra mondiale, il collezionista e storico Nunzio Barbagallo ha curato la conferenza: "La canzone napoletana della Grande guerra". Stupenda carrellata di celebri motivi proposta, frutto di una scrupolosa e attenta selezione. La canzone napoletana classica, come fenomeno mondiale resiste nel tempo. Protagonisti: Poeti, musicisti e cantanti. Ma è tutto il contesto di un'epoca che va considerato, scenari naturali compresi. Barbagallo ha saggiamente evidenziato i motivi per i quali essa si è trasformata da semplice fenomeno artistico a mito; Motivi che risiederebbero, tra l'altro-ha spiegato-nella perfetta fusione tra letteratura e musica. Si potrebbe dire "C'era una volta", ma alla luce del continuo richiamo alle sempre verdi melodie Partenopee, ai suoi antichi fasti e agli effetti quasi terapeutici prodotti, riportare per un momento indietro le lancette della storia non può che fare bene al cuore e allo spirito.

Nella Foto, da destra, Nunzio Barbagallo e il dott. Santo Privitera presidente del centro culturale "V.Paternò-Tedeschi"

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