Storia e tradizioni popolari

LE SACRE RELIQUIE DI SANT'AGATA

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“Sant’Agata di Mezz’agosto” e’ la Festa che celebra il ritorno delle sacre Reliquie agatine da Costantinopoli a Catania dopo 86 anni di forzato esilio. Il furto era stato perpetrato dal generale Bizantino Maniace nel 1040 quale bottino di guerra, e solo nel 1126 le sacre Spoglie tornarono in patria grazie all’audace impresa dei due soldati Goselmo e Gisliberto. Tornarono “a pezzi” visto che i due militi per meglio trasportarle furono costretti a riporle nelle loro faretre. Partiti dal porto di Smirne, il viaggio verso Catania fu avventuroso. Così la cronaca ricavata dalla celebre epistola del Vescovo Maurizio. Oggi e’ possibile ammirare le sacre Reliquie solo durante i festeggiamenti Patronali, racchiusi nei loro preziosi astucci d’argento massiccio dorato sbalzato e cesellato. Sono sette: due contengono i femori, due le braccia con le mani, due le gambe con i piedi, una mammella. Il Sacro Velo e’ considerata l’ottava Reliquia mentre il teschio e il petto si trovano all’interno del Busto reliquiario che tutti conosciamo. Alla distanza di 60-80 anni l’una dall’altra, esse vengono sottoposte alla ricognizione canonica per verificarne lo stato organico. L’ultima risale al febbraio del 1963, sotto la guida dell’Arcivescovo Mons. Guido Bentivoglio. Il Cardinale Larraona delegato dal Papa compì l’operazione alla presenza delle autorità civili ed ecclesiastiche, del fabbriciere e del medico legale che stilò apposito rapporto. Andando indietro nel tempo, la prima ricognizione canonica avvenne nel 1376 allorquando l’artigiano senese Giovanni Di Bartolo consegnò l’attuale busto reliquiario. Poi nell’ordine: 1444, 1501, 1797, 1915 e, appunto, 1963. Dietro le recenti aperture del Sacello prima tassativamente precluso alla vista dei visitatori, potrebbe celarsi da parte delle autorità ecclesiastiche e amministrative  la volontà di esporre definitivamente al pubblico le sacre Reliquie per tutto l’anno. Una decisione che ha precedenti storici molto remoti. L’eventuale provvedimento innovativo potrebbe trovare i catanesi ancora impreparati a questa evenienza considerata fuori da ogni tradizione.

Nella foto, la cassa dove le Reliquie vennero deposte al loro arrivo a Messina. Vi rimasero sino al termine del XV sec. allorquando fu allestito il prezioso Scrigno.

ASPETTANDO SANT'AGATA: IERI,OGGI...SEMPRE

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CENTRO CULTURALE "V.PATERNO'-TEDESCHI": CALENDARIO SPETTACOLI DELLA NOVENA 2016

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-Venerdì 09.12.2016 ore 17,30 Oratorio San Filippo Neri Via Teatro Greco – Catania

 -Domenica 11.12.2016 ore 17,00 Centro Anziani Lineri via Partigiani d’Italia Lineri Mist.

“ Sicilia- terra di milli culuri-“ con i e le Colapisci

Martedì 13.12.2016 ore 17,30 Chiesa Nostra Signora del SS. Sacramento Via delle Susine

Pressi Porta della Bellezza - Librino

 -Martedì 20.12.2016 ore 17,00 Castello di Leucatia – Via Leucatia n. 68 Catania

 

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ANGILINA, LA RAGAZZA IMBALSAMATA AL CIMITERO DI CATANIA.

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QUESTO E' UN VIDEO DI DENUNCIA. LO STATO IN CUI VERSA LA RAGAZZA IMBALSAMATA AL CIMITERO DI CATANIA. IL RISCHIO E' CHE SE NON SI PROCEDERA' PRESTO A UNA RICOGNIZIONE ANATOMICA CON CONSEGUENTE RIPRISTINO DELL'URNA, IL CORPO POTREBBE IN BREVE TEMPO POLVERIZZARSI. ANGELINA FU LA SFORTUNATA RAGAZZA PER LA QUALE SAREBBE STATO EDIFICATO IL CASTELLO DI LEUCATIA. A CAUSA DELLA SUA PREMATURA MORTE, IL MANIERO RIMASE INCOMPLETO. LA FAMIGLIA DECISE DI VENDERE TUTTO PER COSTRUIRE AL CIMITERO DI CATANIA UNA SONTUOSA CAPPELLA ALL'INTERNO DELLA QUALE RIPORRE LA FANCIULLA DOPO AVERLA FATTA IMBALSAMARE. UNA STORIA D'ALTRI TEMPI CHE PERO' RITORNA DI ATTUALITA' ANCHE ALLA LUCE DEL RESTAURATO CASTELLO LEUCATIA DA ANNI ORMAI AL CENTRO DI UNA FERVIDA E VITALE ATTIVITA' CULTURALE. PERCHE' NON RIPORTARE IL CORPO DI ANGELINA  LI', IN QUELLA CHE DOVEVA ESSERE LA SUA CASA, E FARLO RIPOSARE PER SEMPRE COME FORSE  ELLA  AVREBBE VOLUTO? 

 

TUTTI I SANTI NEI PROVERBI SICILIANI

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Scherza coi fanti e lascia stare i Santi, questo e’ un proverbio in lingua italiana rivolto a chi nomina i “Santi” invano. Non e’ mai stato tradotto in dialetto Siciliano, forse perché dalle nostre parti l’usanza di nominare i Santi nei proverbi è ricorrente. Con l’avvento della contestatissima Festa di Halloween di derivazione celtica che secondo la chiesa cattolica inneggerebbe alle forze del male, l’usanza di festeggiare con maggiore solennità tutti i Santi ha assunto significato simbolico quasi espiatorio per i cristiani. E’ come passare dal tunnel alla luce. Per quanto si tenti di imporre il nuovo termine di Festa di Ognissanti, per i catanesi la festa rimane sempre Di tutti i Santi. Agli anziani che popolano i giardini storici della nostra città, non va giù questo nuovo termine: Mmai Maria…non mi cunvinci!” -afferma dubbioso uno di loro-‘A festa comu mi ‘nzignau me patri s’ha chiamari!.  Ai Santi ci si affida con voce sommessa per ricevere una grazia o per esaudire un desiderio. Senza Santi non si va ‘mpararisu, è sempre stato così. Quando ‘U Santu è di mmammuru e non sura però c’è poco da fare. Ci si rassegna solo davanti al Santo ca appi fari miraculi è tintu!. Non c’è un solo mese

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