Firenze ospita il Congresso Mondiale di Pedagogia Clinica

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In occasione del quarantennale della Pedagogia Clinica, nei giorni 25 e 26 ottobre 2014, si terrà a Firenze il Congresso Mondiale “Il divenire della Pedagogia Clinica. Scenari e prospettive professionali in aiuto alla persona”. Un evento che vedrà impegnati professionisti provenienti da più parti del mondo.
Oggi più che mai l’attenzione rivolta alla “persona” e ai suoi bisogni necessita di trovare un proprio spazio. Una delle recenti scienze che si prodiga in tal senso è la Pedagogia Clinica, di cui proveremo a conoscerne i principi, le peculiarità e gli ambiti applicativi, attraverso alcune domande rivolte al Dottor Walter Siragusa, Direttore Regionale ANPEC (Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici).

 

 

  1. Dottor Siragusa ci può spiegare in breve su quali principi si fonda la Pedagogia Clinica?
La Pedagogia Clinica ha radici antiche e di grande spessore culturale. Nasce nel 1974 quando alcuni ortopedagogisti, guidati dal Professor Guido Pesci, decidono di sostituire il termine "ortopedagogista" con quello di "pedagogista clinico".
Si può affermare che i principi su cu si fonda la pedagogia clinica derivano dalla storia della società umana e le sue basi scientifiche sono rintracciabili nella filosofia, nella teologia, nel diritto e nella medicina. Essa è la sintesi coronatrice di tutte le scienze e il compito della ricerca è stato quello di recuperare da queste discipline i dati e i risultati delle esperienze pedagogiche per poterle ridefinire in un conoscere capace di rispondere concretamente alle esigenze di civiltà e di cultura proprie dell'uomo. 

2. In quali ambiti e settori trova spazio la figura professionale del Pedagogista Clinico?
La professione del Pedagogista Clinico tende ad esprimersi in ogni luogo si operi a tutela, in favore e/o in aiuto dello sviluppo e benessere di individui, a qualsiasi età, in connessione ai molteplici aspetti della personalità umana ed in qualsiasi condizione esistenziale. Il Pedagogista Clinico è un professionista che con metodi e tecniche proprie svolge il proprio lavoro di aiuto in vari contesti. Esercita la professione in studi; enti pubblici e privati; istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, occupandosi anche di formazione per il personale docente; in collaborazione con altri professionisti. Inoltre, il Pedagogista Clinico è coinvolto anche in strutture sanitarie, sociali e giudiziarie.
Una riconosciuta professionalità, quella del pedagogista clinico, che, per il contributo delle proprie conoscenze, di nuovi orientamenti, di nuove modalità e tecnologie in grado di incidere positivamente e con significativi vantaggi sulla società, ha permesso il moltiplicarsi non solo di studi professionali, ma anche la realizzazione di importanti progetti e forme di convenzioni con enti e istituti pubblici o privati che ben richiamano l'attenzione sull'operato di una categoria competente e qualificata.

3. Dottor Siragusa, in qualità di Direttore della Sezione ANPEC - Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici - della Regione Sicilia, pensa sia possibile creare una rete collaborativa all'interno della quale convergano più figure professionali con l'intento comune di operare in aiuto alla persona?  
Sono fortemente convinto che si possa creare una rete collaborativa con altre figure professionali, anzi ritengo che sia l'unica via per offrire alla comunità interventi mirati, congrui nel  rispetto della persona nella sua unica specificità. La pedagogia clinica si distingue anche per la sua ecletticità e propensione alla collaborazione con altri professionisti, sa che ogni azione, rivolta a una persona, è densa di legami psicologici e sottosistemi che procurano infinite sfumature e infinite risposte.
Ogni professionista, a parte le conoscenze teoriche e l'intuito dato dall'esperienza deve possedere anche una grande umiltà, cioè la consapevolezza  che queste qualità da sole, spesso, non bastano. A riguardo ho creato in Sicilia i "GLS" Gruppo Lavoro Sicilia, coordinato dai delegati provinciali ANPEC, con l'intento di creare dei comitati scientifici formati da varie figure professionali con l'obiettivo di  migliorare la qualità dei servizi offerti nella comunità sicula. Io sono fortemente convinto che per esplicare convenientemente l'azione educativa  bisogna possedere anche nozioni di altre discipline. Pertanto, da qui la necessità di creare una rete collaborativa con altre figure professionali.

4. In un articolo da Lei pubblicato sulla rivista "Pedagogia Clinica" (n° 30, gennaio-giugno 2014), si legge: "Lo sport non è pura fisicità, né puro agonismo, ma è fonte e ambito di esperienze emozionali che accompagnano l'essere umano a più livelli di coinvolgimento."
Ci vuole spiegare qual è, secondo Lei, la correlazione tra sport e pedagogia clinica?
La pedagogia clinica costituisce una riflessione sull'uomo in quanto educabile, e se lo sport è un'attività umana di valore sociale e culturale entro cui rilevare il potenziale educativo dello sport si evidenzia come la pedagogia clinica trovi spazio all'interno del mondo sportivo.
In tale contesto essa  non solo si serve di dati biologici e psicologici per osservare, descrivere, constatare e migliorare lo sviluppo della personalità, si serve anche dei dati sociologici per conoscere la realtà sociale e della stessa azione educativa fornita dall'attività sportiva per "alimentarsi" delle difficoltà emergenti e progettare i relativi interventi.
Considerato che lo sport non va inteso come pura proiezione di doti esclusivamente fisiche, ma come aspetto educativo degno di seria considerazione, corpo e anima si uniscono in una totalità per una concezione unitaria della “persona”, andando incontro così ai principi della pedagogia clinica.
Ogni atleta è prima di tutto una persona! E per educare i giovani atleti servono persone capaci di far crescere contemporaneamente l'atleta e l'uomo, poiché l'esperienza precede la formazione. Se lo sport, come la vita, è una continua crescita, è necessario declinare l'individualità con le regole valorizzando la creatività.
Ecco come lo sport e la pedagogia clinica si uniscono in un percorso comune: la crescita dell'uomo!

 

5. Questo argomento sarà da Lei esposto, in qualità di relatore, durante il Congresso Mondiale "Il divenire della Pedagogia Clinica. Scenari e prospettive professionali in aiuto alla persona", che si terrà a Firenze nei giorni 25-26 ottobre 2014.
In tale occasione interverranno relatori da più parti del mondo, Germania, Creta, Malta, Svezia, Yemen, Palestina, Brasile. Ci vuole parlare di questo evento e dell’importanza che ricopre nell’ambito della Pedagogia Clinica?
In questi anni e in più parti d’Italia, numerosi pedagogisti clinici e altre figure professionali sono stati impegnati in numerosi Congressi Nazionali, volti alla divulgazione della cultura dell’aiuto alla persona.
Quest’anno, in occasione del quarantennale della Pedagogia Clinica, si è pensato in grande. Firenze, infatti, accoglierà tra il 25 e 26 ottobre tanti professionisti, persone del settore e non, tutti impegnati a dare spazio a nuove proposte, a illustrare i risultati raggiunti in lavori già svolti, a proporre nuove soluzioni e prospettive future. L’importanza dell’evento sta nel sentirsi accomunati da un unico intento: “nutrire la persona”. Questa infatti è l’idea condivisa dai pedagogisti clinici provenienti da più parti del mondo. L’importanza di un “nutrire” non solo dal punto di vista fisico, ma anche e soprattutto psicologico, affettivo, relazionale. Perché in fondo l’essere umano altro non è se non un miscuglio di emozioni e sentimenti che si rendono manifesti attraverso il corpo.

Un grazie sentito al Dottor Walter Siragusa per le informazioni date e il tempo che ci ha dedicato.

 

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