UN AMORE PROIBITO A CASA LEOPARDI

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Uno scandalo di altri tempi in cui fu protagonista Pier Francesco, uno dei fratelli minori del grande Giacomo. Il conte Monaldo Leopardi, padre di ben 12 figli, 7 dei quali morti dopo la nascita, era un ricco uomo austero e religioso che trascorreva la vita tra libri e passatempi culturali. Purtroppo però aveva poco spirito pratico, motivo per il quale si lasciò sfuggire un consistente patrimonio di famiglia a causa di errati investimenti. Per non essere tartassato dai creditori venne dichiarato interdetto dalla moglie (marchesa Adelaide Antici) la quale si assunse l'onere di occuparsi della gestione economica.

 

Pier Francesco, gracile di costituzione come gli altri fratelli, venne mandato in seminario all'età di 12 anni nel 1825 ma, presi gli ordini minori, si rese conto che quel tipo di vita non era fatta per lui. A 15 anni aveva scritto sul diario che soltanto una donna avrebbe potuto renderlo felice, difatti in quel periodo aveva perso la testa per una trentenne signora sposata. Con quelle premesse non era il caso di proseguire gli studi religiosi. Rientrato a casa aveva continuato a invaghirsi di numerose fanciulle incontrate negli anni, fino a che s'innamorò di Maria Mancini, la giovane figlia della cuoca di casa Leopardi. Fu un amore focoso nel quale Pier Francescso aveva seriamente creduto, ma la ragazza era povera, ignorante e appartenente a una classe inferiore e, sebbene l'innamorato non se ne preoccupasse e fosse disposto a sposarla, i suoi genitori si erano opposti con forza all'unione. Ma il cuore di Pier Francesco era in subbuglio tanto che, in attesa di portare Maria all'altare, andò a vivere in casa della di lei famiglia, una modesta dimora priva di agi. La fuga d'amore avvenne proprio mentre Giacomo era stato ricoverato a Napoli consumato da una malattia che appena 10 giorni dopo lo avrebbe portato alla morte. Facendo leva sull'amore fraterno, il conte Monaldo aveva supplicato Pier Francesco di far ritorno a casa mentre malignità e pettegolezzi si diffondevano per l'intera Recanati. Nonostante ciò il figlio minore non cedette alle richieste paterne anzi fece affiggere le pubblicazioni di nozze in chiesa appena dopo i funerali del fratello Giacomo.

A quel punto il conte Monaldo fece appello al Vicario il quale, non si sa se con le buone o con le cattive, convinse il figlio ribelle a ritornare a casa. Ma la partita non era ancora chiusa, bisognava convincere la giovane Maria a rinunciare alle nozze. Il conte diede fondo a tutte le sue influenze per diffondere notizie infamanti riguardanti la ragazza, senza dimenticare di offrirle una dote in denaro appropriata se avesse rinunciato per sempre alla pretesa di unirsi in matrimonio con Pier Francesco e sposato un altro pretendente.

Pier Francesco contrito e deluso si rassegnò alla perdita dell'amata ma fu travolto comunque dallo scandalo per essersi invaghito di una bella popolana. Non si ha conoscenza della sorte toccata a Maria dopo il fidanzamento combinatole dal conte con un  ex amante di nome Ridolfo Petterossi che si era dichiarato disposto a sposarla pur di entrare in possesso della magnifica dote offerta dalla famiglia Leopardi. Certo è che Maria dimostrò di apprezzare il compenso e di dimenticare l'amato in poco tempo.     

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