PERCHE' SI DICE? parte 11

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                                                                                                                                             IL GIOCO NON VALE LA CANDELA -

C'era l'uso, un tempo, che i giocatori lasciassero una piccola parte della loro vincita al padrone di casa per la spesa della candela. Così, con questo modo di dire, s'intende che non vale la pena andare incontro a un sacrificio se non si potrà ottenere in cambio un utile proporzionato.

IL POMO DELLA DISCORDIA -

Si dice dell'oggetto di una disputa che mette molte persone l'una contro l'altra. Racconta il mito che, alla cerimonia di nozze tra Teti e Peleo, tutti gli invitati portassero un dono agli sposi: Poseidon offrì due cavalli immortali, Chirone una lancia smisurata ed Eris (dea della Discordia) che non era stata invitata, si presentò lo stessos al convitto offrendo una mela d'oro sulla quale c'era scritto: "Alla più bella". Nacque così un gran caos fra le dee dell'Olimpo (Era, Pallade, Atena e Afrodite) ognuna delle quali pretendeva il riconoscimento. Intervenne Zeus il quale sentenziò che il giudizio fosse affidato a Paride. Questi, lusingato dalle variegate promesse delle quattro dee, offrì la mela ad Afrodite e poi fuggì. Da quel momento in poi Era, Pallade e Atena furono nemiche giurate dei Troiani mentre Afrodite, ovviamente, offrì loro per sempre il suo appoggio.

IL SUPPLIZIO DI TANTALO -

Indica una situazione in cui bisogna astenersi dall'ottenere qualcosa che si desidera ardentemente. La storia narra di Tantalo, figlio di Giove, che aveva commesso una serie di delitti contro gli dei. A causa di ciò fu condannato a soffrire in eterno nell'Ade (inferno) fame e sete. Il supplizio consisteva nell'essere costretto a stare immerso nell'acqua, che si ritirava non appena egli si avvicinava per bere, circondato da una gran quantità di alberi da frutto, che sollevavano i loro rami stracarichi non appena egli accennava a coglierli.

 

 

 

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