MURA,BALUARDI E PORTE DELLA CATANIA DI CARLO V

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“Mura, Bastioni e Porte di Catania antica”, questo il titolo della conferenza che lo studioso di storia e tradizioni popolari dott. Santo Privitera ha svolto nella sala delle conferenze di un noto locale di piazza Università per l’associazione “Sicilia e Dintorni”. Dopo l’introduzione della giornalista Anna Maria Agosta, Privitera, mediante la proiezione di numerose foto, ha avviato il suo excursus storico attraverso le cinquecentesche fortificazioni meglio conosciute come “Mura di Carlo V”. Tenuto conto degli stravolgimenti urbanistici causati nei secoli dalle calamità naturali e dalle devastazioni operate dall’uomo, sono state messe a confronto due distinti fasi urbanistiche: quella di epoca classica e quella moderna. Spartiacque storico, il terremoto che distrusse Catania nel 1693. Fino agli inizi del sec. XV,

Catania si presentava ancora cinta dalle fortificazioni Normanne segnate da piccole torri a pianta quadrata. La cinta muraria non appariva abbastanza solida da fronteggiare attacchi di particolare intensità. Motivo per il quale l'imperatore Carlo V, nel vasto piano di fortificazioni militari, inserì anche la città dell'Etna.  Il dettagliato studio compiuto sul territorio, oltre alle esigenze militari per le quali era stato nato, nel progetto che ne seguì tenne conto delle necessità commerciali, economiche, sociali e religiose della città. I lavori commissionati dal Vicerè  spagnolo Juan De Vega all’ingegnere militare Antonio Ferramolino ebbero inizio nel 1541.  In corso d’opera , come testimoniano le piantine topografiche successive  di Tiburzio Spannocchi e Antonio Lucadello, subirono anche consistenti variazioni.  La grandiosa opera  di fortificazione edificata in parte sulle mura preesistenti, con le sue 7 porte e 11 bastioni fu destinata a cambiare il volto urbanistico della città.  Per la realizzazione di essa, gli spagnoli si avvalsero del lauto contributo economico elargito dai cittadini.  La colata  Lavica prima e il terremoto dopo, ne segnarono  la totale distruzione. Nei piani urbanistici successivi, la cinquecentesca cinta muraria verrà inglobata dalle nuove costruzioni.   Di essa rimangono ancora ruderi sparsi nel Centro cittadino. Alla marina, ancora ben visibili sono i poderosi Muri “ a scarpa”  sulle quali si ergono la  Curia arcivescovile e alcuni settecenteschi palazzi nobiliari;  integra è  rimasta invece la  “Porta di Carlo V”  che si affacciava sui 36 canali del fiume Amenano.

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