PERCHE' SI DICE? parte 9

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FRANCO TIRATORE - E' colui che manda all'aria i progetti di qualcuno approfittando dell'anonimato, senza manifestarsi apertamente. La locuzione venne adoperata per la prima volta nel linguaggio politico italiano nel 1951, in seguito ai dissenzi sorti in seno alla Democrazia Cristiana. Alcuni deputati, dovendo esprimere il loro voto a scrutinio segreto, invece di dimostrarsi a favore come esigeva il partito, votarono contro. L'espressione deriva dal francese franctireur che prende origine dal tedesco freischutz e sta ad indicare i tiratori scelti che agiscono separatamente dalle truppe regolari e tendono imboscate al nemico.

PARASSITA - E' chi vive alle spalle degli altri senza fare un lavoro produttivo. Nella città di Atene i parassiti erano i sacerdoti che non celebravano il culto ma avevano ugualmente diritto a parte delle vittime sacrificate. Con tale nome in seguito vennero indicati tutti coloro che partecipavano a banchetti e festeggiamenti in genere, allietando i convitati con aneddoti e facezie. Del parassita cominciarono a interessarsi nella Roma antica commediografi come Plauto e Terenzio, mentre Luciano di Samosata, dedicò a tale personaggio, una satira a sfondo morale intitolata appunto Il parassita, in cui quella di mangiare a sbafo era una vera e propria arte.

FARE DA CAPRO ESPIATORIO - Vedersi addossare le colpe di tutti, essere l'unico a pagare senza aver commesso alcun reato. La frase deriva dall'usanza in vigore nella religione ebraica, ma che si riscontra anche in altre religioni. Durante il giorno dell'espiazione (Kippur) il gran sacerdote caricava simbolicamente tutti i peccati commessi dalla comunità addosso a un capro che poi veniva liberato nel deserto. La simbologia della trasmissione del male era in voga anche presso gli Assiri e i Babilonesi, in cui il male veniva trasferito dall'uomo all'acqua, o a un'immagine, o a un animale. In Beozia, per scongiurare il pericolo della fame, si sceglieva uno schiavo, che la simboleggiava, e lo si scacciava a vergate dalla città. In altri casi si arrivava persino al sacrificio umano, tutto per scacciare gli spiriti maligni a vantaggio della comunità.

 

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