PERCHE' SI DICE?

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ACCETTARE CON BENEFICIO D'INVENTARIO -

Vuol dire accettare qualcosa riservandosi di controllarne la fondatezza o la validità. L'espressione deriva dal linguaggio giuridico e riguarda l'accettazione di beni ereditati con riserva, in modo da controllare la consistenza reale del patrimonio e non avere brutte sorprese.

 ACQUA ALLE CORDE -

Nel 1586 il papa Sisto V diede ordine all'architetto D. Fontana, di progettare un obelisco che ornasse Piazza S. Pietro a Roma. Nel giorno in cui si doveva innalzare tale obelisco il Papa emanò un editto che vietava, a chiunque non fosse addetto ai lavori, di entrare nella zona circoscritta o di parlare. I trasgressori sarebbero stati impiccati seduta stante, tanto che, per l'occasione, venne eretto un patibolo.

Ma, durante la difficile operazione, un certo Bresca di Sanremo, capitano di bastimento, si accorse che le corde che tiravano su l'obelisco si stavano allungando e avrebbero ceduto provocando la distruzione dell'opera d'arte. Dunque, incurante dell'editto, gridò: "Acqua alle corde!" da buon marinaio sapeva che la corda bagnata si restringe e fortifica. L'architetto Fontana, per fortuna, fece tesoro del  suo consiglio e così l'operazione fu conclusa felicemente. Inutile dire che invece di essere impiccato, il capitano Bresca ebbe un elogio papale e consistenti privilegi, tra cui una lauta pensione mensile estensibile anche ai discendenti, il titolo di capitano del primo reggimento pontificio e il permesso di innalzare la bandiera pontificia sul suo bastimento. 

ACQUA IN BOCCA -

Vuol dire tacere accuratamente su qualcosa che deve rimanere segreta. Si racconta che all'origine di questo detto ci sia una geniale trovata di un confessore. Una donna devota ma afflitta dal vizio della maldicenza, gli si rivolse chiedendo aiuto; le preghiere non servivano e i buoni propositi nemmeno. Il suo vizio incontrollabile riusciva a venir fuori lo stesso. Allora il fantasioso confessore le consigliò un rimedio empirico, consegnandole una bottiglietta d'acqua di pozzo e suggerendole di metterne un sorso sulla lingua ogni volta che  avesse la voglia irrefrenabile di dire peste e corna di qualcuno. Il rimedio evidentemente funzionò.

 

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