LA RECENSIONE: UNA VERA GRANDE AMICIZIA

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Nella Siracusa del IV Sec.a.C., Pizia viene condannato a morte dal tiranno Dionigi il giovane perché fortemente sospettato di complotto. Estremo suo desiderio prima della morte, fu quello di incontrare la giovane moglie e il figlioletto per un ultimo tenero abbraccio. Dionigi acconsentì a patto che qualcuno garantisse per lui. Dàmone, nel nome della profonda amicizia che lo legava a Pizia, si offrì: sarebbe stato pronto a morire al suo posto qualora il condannato non si fosse presentato nel giorno stabilito. Pizia, smentendo ogni previsione, puntualmente si consegnò. Dionisio, commosso, fermò la mano del boia graziandolo. L’episodio storico ha ispirato Salvatore Camilleri che su questo argomento ha realizzato un breve ma intenso poemetto lirico-drammatico in ottave siciliane, al quale il musicista Aurelio Caliri ha aggiunto alcune deliziose ballate di propria composizione.“Gli amici Siracusani”(Ed.Arte e Musica Siracusa), questo il titolo, è l’ennesima perla letteraria che Camilleri, noto sicilianista catanese, ultranovantenne ma con tanta voglia di stupire ancora, ha consegnato agli appassionati del dialetto siciliano. Si compone di sette capitoli, tra narrazione e poesia(con traduzione a fronte pagina), dove si intreccia la storia dei personaggi le cui vicende, pur nella diversificazione dei ruoli, ruotano tutti attorno al concetto filosofico dell’amicizia come bene assoluto da raggiungere e salvaguardare: “ Ju vi ringraziu di lu nsignamentu/ c’ora è d’esempiu a tutta la cità;/ è l’amicizia un granni sintimentu/ca migghiurari po l’umanità./(…).”

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