RECENSIONE: "I più amati"

Share

 

La libreria Cavallotto presso la quale si presenta il libro “I più amati” del poeta e scrittore piemontese Giovanni Tesio, è già gremita di gente. Cultori della letteratura, insegnanti, scrittori e poeti, ma anche tanti curiosi. Il desiderio di rifugiarsi nella letteratura, in tempi di crisi si fa più forte; si avverte nelle sale delle conferenze quasi sempre affollate fino all’inverosimile. Anche questa volta è così. E' vero che la saletta è un piccolo recinto ricavato tra i libri, ma fa effetto vederla così piena. A dire il vero, Giovanni Tesio a Catania è di casa: tanti sono gli amici e altrettanti estimatori che hanno già avuto modo di conoscere e apprezzarne gli scritti. Tutto è pronto ormai, ai ritardatari toccano le ultime file fino alla saturazione, si sieda chi può. “I più amati” è un libro gradevole nella lettura e nel contenuto. Subito una precisazione: non si tratta di un’opera per addetti ai lavori, non un saggio accademico, cioè; ma una confessione a cuore aperto sui motivi che spinsero l'autore alla lettura. I dettagli spiegano meglio al lettore i motivi per  quali è utile leggere.  Senza passione non può esserci alcuno stimolo, così l’autore all’innato amore per la lettura ha unito anche il metodo. Come leggerli, perché leggerli, innanzitutto.

Il libro si divide in tre sezioni: La lettura, la letteratura e la poesia. Tutte e tre le sezioni possono essere considerate i tre grandi punti di riferimento della sua vita. Non sono disgiunti tra di loro, sia chiaro, anche se ciascuna di esse ha una propria vitalità. Se la lettura di Tesio per rendere l’idea di quanto sia stata vasta nel tempo contiene una innumerevole serie di citazioni che spaziano tra vari autori di tutte le epoche, la letteratura occupa una cospicua parte del libro. “La letteratura-dice Tesio-deve farci sognare. Non nel senso che ci induce a uscire dalla realtà, ma nel senso che sa trasformare la realtà nella magia di un riscatto, di una redenzione”. In questo senso non può essere considerata solo un momento catartico ma, anzi, un momento in cui stemperare conflitti e tensioni generate dalle dinamiche sociali. In questo senso, un ruolo importante è quello della poesia. Tesio vi si sofferma nel merito. Conscio dell’impossibilità di attribuire una definizione alla poesia, egli evita affermazioni categoriche preferendo sospendere ogni giudizio. Tuttavia, individua nel rapporto comunicativo con il lettore “Un rapporto molto speciale” nel senso che c’è nel linguaggio poetico quella universalità che è presupposto essenziale per una ricerca della verità capace di proiettare "oltre" ogni ragione stessa. In tal senso la funzione della parola risulta motore trainante.

 

Ma possiamo considerare i poeti, tutti veri poeti? La domanda sollecita molte risposte quasi tutte, però, impopolari. Con molta eleganza, Tesio, conclude parafrasando una definizione  assolutamente condivisibile dello scrittore Sebastiano Vassalli: “La poesia è materia rara, rarissima”.

 

 

 

Informazioni aggiuntive