LA RECENSIONE:"PAZZIE CHE RIFARESTI ANCORA" Romanzo di Lina Giuffrida

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Storie di giovani che si incontrano, esistenze che si intrecciano, percorsi che si interrompono di fronte al primo ostacolo. Sullo sfondo la gioia di vivere nella piu’ assoluta spensieratezza gli anni adolescenziali, anche se non mancano paure e delusioni. Tutto questo, nel ponderoso romanzo “Pazzie che rifaresti ancora”( Algra Editore) di Lina Giuffrida. Questa terza opera della scrittrice catanese ambientata negli anni ’70 dello scorso secolo, è un diario di vita studentesca che racconta con morbida naturalezza il vorticoso incedere del tempo fino alla agognata maturità. E’ un periodo di grandi cambiamenti quello tra gli anni ’60 e ’70, che avvolge e sconvolge giovani vite educate in contesti familiari borghesi ancora preda di antichi pregiudizi. In quella Catania che comincia a cedere pian piano sotto i colpi delle rivoluzionarie idee sessantottine, gli amori che si consumano sono destinati a lasciare segni indelebili. I ragazzi si concedono con timida avidità al piacere dell’erotismo, mettendo definitivamente da parte sogni e tabù. L’autrice tesse bene la trama. La plasma e la infittisce abilmente, mettendo dentro con nostalgica lucidità un po’ del proprio vissuto. Narra di incomprensioni, di bugie riparatrici, di illusioni, ma anche di complicità innocenti che esaltano il valore dell’amicizia. Ad essi si innestano le gioie per feste di compleanno, per le gite scolastiche; i dolori cocenti per le vite spezzate sul più bello. Linda, la protagonista di questo romanzo, è la pietra miliare su cui ruota l’intera vicenda. Cerca con ostinazione la propria autodeterminazione, ma per raggiungerla è costretta a superare una infinità di prove; compreso quella dell’amore per il bullo e immaturo Paolo. Un amore tribolato, il loro, caratterialmente impari, che più di ogni altra cosa consentirà a Linda di scoprire la grazia della propria femminilità nella saggezza.

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