SUOCERE E NUORE SCONTRO ETERNO

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Anche nel terzo millennio certi tipi di rapporti non cambiano. Oggetto del contendere è lui: il maschio cocco di mamma che improvvisamente preferisce l'altra. Lo scontro è  la norma perchè, a quanto pare, il figlio cerca spesso nella compagna di vita, l'esatto opposto rispetto alla madre ma poi non riesce quasi mai ad essere equilibrato nel mantenere i rapporti con l'una e con l'altra, piuttosto fugge. Il terreno è di certo minato perchè ci sono suocere dolci come il miele e spropositatamente benevole (1 su 100) e altre tipe più simili a leonesse affamate che non perdono occasione per azzannare (99 su 100). Queste ultime sono perennemente ai ferri corti con le nuore che hanno avuto la colpa di aver irretito e poi sposato col raggiro, l'adorato figliolo. Ebbene si, suocere e nuore sono, ancora oggi, su fronti opposti della barricata a contendersi l'amore di un maschio, non più bimbo e nemmeno così adulto da saper come farle andare d'accordo.

Le nuore insorgono contro la pessima abitudine delle suocere d'intromettersi nella vita di coppia (il 50% indica l'ingerenza della suocera come la principale causa di divorzio) o della famiglia. A soffrire di più sono le nuore del sud, ma al nord non va certo meglio. Al sud le tensioni si esprimono in maniera esasperata e pubblica, al nord si tende a essere più misurati ma il risultato è lo stesso. In tutta Italia le strategie delle nuore sono le stesse: ritirata, sopportazione a denti stretti (per dimostrare al marito che non è stata lei ad attaccare per prima) e infine ritorsione (raccontando al partner le ingiustizie patite).

Le suocere rispondono per le rime accusando le nuore di non saper stirare come si deve le camicie, di non saper cucinare i piatti prediletti dal figlio, di non saper educare a sufficienza i nipotini, ecc. Esse faticano proprio tanto ad accettare che un'altra possa soppiantarle nel cuore del loro "piccolo". L'attacco verso le nuore è sempre in agguato, soprattutto con "preziosi consigli" non richiesti e aspre critiche indirette. E' il disperato tentativo di mantenere un ruolo di primo piano nella vita del pargolo, visto che, dopo anni di rapporto esclusivo, il matrimonio del figlio può essere vissuto come un vero e proprio "rapimento" scatenando competizione e rancore. La mamma pretende, più o meno consapevolmente, di restare l'unica o la migliore donna della sua vita. La moglie, a sua volta, rivendica la posizione di "preferita" perchè è stata scelta tra tutte.

Il figlio - marito in questa dura lotta è il vero ago della bilancia, l'elemento fondamentale. Spetta a lui mettere fine agli scontri assumendo una posizione chiara e coerente nei confronti dell'una e dell'altra. Il problema è che in genere non lo fa, perchè è indolente e sottovaluta il problema, perchè essere l'oggetto del contendere lo lusinga e lo terrorizza al tempo stesso. Il poverino si sente vittima incolpevole di cotanta rabbia, minacciato su due fronti. Due donne egualmente importanti: la madre che gli ha dato la vita e lo ha amato incondizionatamente (e che lo fa sentire un traditore) e la moglie che gli ha dato i figli, amore presente e futuro, stabilità. Così il maschio tende a non assumere il ruolo di arbitro che gli spetta per non deludere nessuna. Ma finisce con lo scatenare una guerra e deludere entrambe. Il conflitto in genere scoppia tra le pareti domestiche e, se il 91% delle suocere dichiara di essere discreta e poco invadente, la stessa percentuale di nuore asserisce il contrario.

La difficile situazione economica del nostro paese ha contribuito, negli ultimi anni, a rendere più tesi i rapporti tra suocere e nuore. A causa della crisi infatti i nonni assumono sempre più un ruolo centrale in ambito familiare sia in termini di sostegno economico che pratico (nella cura dei  nipoti). Quando qualcuno viene coinvolto in maniera così importante nella quotidianità è difficile che riesca ad astenersi da consigli e ingerenze. Dunque l'unica ricetta è quella di mantenersi a debita distanza, in maniera indipendente l'una dall'altra.  

 

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