PEDAGOGIA CLINICA: "Il Valore di uno scarabocchio"

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A cosa servono gli scarabocchi? Perché i bambini devono scarabocchiare? Spesso i genitori si lamentano dei figli piccoli che “pasticciano”, “lasciano tracce” dappertutto, quando va bene su innumerevoli fogli, quando va male sulle pareti di casa, magari appena ridipinte! Lo scarabocchio dei bambini per quanto possa infastidire l’adulto, riveste, invece, una grande importanza. Scarabocchiare equivale a esprimersi. E’ uno strumento indispensabile per la presa di coscienza di sé, per la formazione dell’individualità, per l’inizio di quel processo creativo che accompagnerà il bambino per tutta la vita. L’attività dello scarabocchio inizia intorno al 18°-20° mese, quando il bambino, afferrata una matita lascia spontaneamente una traccia su un foglio, ne sente la resistenza sulla carta, ne segue con attenzione il movimento che va e viene, gli dà un certo ritmo, una certa pressione e prova stupore nell’accorgersi che la matita non è altro che il prolungamento della sua stessa mano e il suo bisogno di esprimersi trova così     per  la prima volta la possibilità di farlo. Solo da questo momento in poi si può parlare di scarabocchi dei bambini.

 Gli stadi grafici evolutivi degli scarabocchi sono tre. Il primo, detto vegetativo-motorio, comincia intorno al 18° mese. Qui il foglio rappresenta il primo incontro del bambino con l’esterno. Il tratto è arrotondato o ellittico ed è continuo, infatti, il bambino in questo stadio mal volentieri stacca la matita dal foglio. Il secondo stadio è quello immaginativo-rappresentativo, si verifica tra i due e i tre anni. Qui il bambino non scarabocchia soltanto per provare il piacere del movimento, ma soprattutto per riprodurre e rappresentare delle sensazioni vissute. Compaiono, infatti, linee e qualche abbozzo di forma accompagnati da commenti verbali. Il terzo stadio è quello comunicativo-sociale, si verifica tra i tre e i quattro anni.  Lo scarabocchio qui è una successione di segni più o meno allineati tra loro: il bambino manifesta l’intenzione di scrivere sull’esempio della scrittura di mamma e papà.

Purtroppo sono ancora pochi i genitori e gli educatori convinti del valore espressivo delle manifestazioni grafiche dei bambini. Il bambino che scarabocchia non deve essere limitato ma incoraggiato, poiché il suo scarabocchio può avere, come i sogni per gli adulti, la stessa azione terapeutica.

Dovranno pertanto essere messi a disposizione dei bambini fogli di varia grandezza, colori di diverso tipo (matite colorate, colori a cera, pastelli, gessetti, ecc.), carta pacco bianca attaccata alle pareti per la verticalizzazione del gesto (risolvendo così anche il problema dell’imbrattamento delle pareti di casa!), sarà opportuno anche lasciarli liberi di usare entrambe le mani e di girare il foglio nei più diversi sensi.

Tutti i bambini che avranno avuto la possibilità di scarabocchiare per tutto il periodo prescolastico, saranno poi quelli che non scarabocchieranno sui quaderni di scuola!

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