PRESENTATO IL LIBRO "HANNO CLONATO SAN CALO' " Di Giovanni Cammareri

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Il saggio “Hanno clonato San Calò” dello scrittore trapanese Giovanni Cammareri, ruota attorno a un inquietante interrogativo: alla luce dei cambiamenti avvenuti nel tempo, hanno più un senso le feste religiose in Sicilia? L’opera fa luce sulla devozione popolare nell’Isola lungo i secoli, ma allo stesso tempo effettua una disamina critica e impietosa sulle cerimonie che con troppa disinvoltura vengono periodicamente assoggettate a laceranti revisioni. Il volume si compone di tre grossi capitoli: il tempo, i luoghi e i segni della festa, ciascuno dei quali articolati in paragrafi. Relativismo e globalizzazione-secondo Cammareri studioso delle tradizioni e già autore di diverse pubblicazioni, hanno inciso e continuano ad incidere negativamente finendo per stravolgere simboli e riti baluardi della tradizione stessa. Non solo. Tali cambiamenti, nella foga di assicurare a tutti i costi uno “spettacolo” o un “bussines”, tendono a sconfinare nell’irriverenza se non addirittura nella blasfemìa. Dal festino di Santa Rosalia a Palermo alla Vara di Messina o Sant’Agata a Catania; dalla festa di Sant’Alfio alla processione dei Misteri di Trapani, sono tanti gli esempi citati. Sagre paesane che si confondono con le feste religiose e feste di carnevale fuori stagione completano un quadro che appare

sempre più desolante. Per non parlare dei restauri che a volte rendono irriconoscibili agli occhi della devozione più genuina, simulacri antichi e miracolosi. Essi, infatti, non di rado vengono sostituiti da copie perfette. Da qui il titolo dell’opera. Un grido d’allarme, dunque, ma  anche un monito per riportare nell’alveo della giusta tradizione eventi che, per dirla con Durkheim e Mauss, costituiscono per una comunità la riscoperta delle proprie origini e il recupero della memoria storica. Il saggio è stato presentato dal dott. Santo Privitera e dall’avv.Pippo Pappalardo nella “sala lettura” della Biblioteca “R.Livatino”, al Castello Leucatia. Le letture sono state curate da Orazio Costorella. Ha partecipato l’autore. 

 Nella foto, da sin: Giovanni Cammareri,Pippo Pappalardo, Santo Privitera e Orazio Costorella.

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