SCHEGGE: UNA DONNA UN PO' SPECIALE

Share

Nella ricorrenza della Giornata internazionale della donna propongo una “scheggia di storia siciliana”.

FRANCESCA E LA BANDIERA ROSSA

Francesca Serio aveva 18 anni e si trovò con un piccino appena nato e senza marito, abitava tra le montagne dei Nebrodi e anche quell’anno seguì i suoi fratelli in quelle migrazioni stagionali per la raccolta delle olive. Capitò a Sciara e, pur sfiancata dalle fatiche dei campi tirò su il piccolo Salvatore (Turi)  Carnevale. Ai paesani intrigava alquanto quella ragazza senza marito e con quel bambino, ma Francesca Serio non era certo il tipo d’abbattersi per le dicerie, i commenti maligni e i pettegolezzi rivolti ingiustamente sulla sua persona.Quando Turi, ragazzo e poi soldato e poi contadino non sopportò più i soprusi dei gabelloti della principessa Notarbartolo e si mise in testa che

anche a Sciara bisognava applicare i Decreti Gullo sulla assegnazione alle cooperative contadine delle terre incolte e sulla diversa e più equa ripartizione del raccolto, la mamma avvertì tutto il pericolo che cominciò a incombere su Turi.

Lei stessa tenne botta alle minacce, alle intimidazioni che il boss del paese le rivolgeva, ma ritenne di continuare a votare per la DC quando Turi già aveva aperto la sezione del PSI. “Tanto tu resterai sempre la madre di un socialista” le disse Turi a mò di rimprovero.

Fu lei, però, a richiamarlo a Sciara quando avvertì che i contadini senza Turi erano persi, sbandati, impotenti. Lui tornò dalla Toscana e si mise a loro totale disposizione contro gli uomini della principessa e contro quelli della ferrovia per difendere diritti contadini ed operai.

Francesca Serio adesso aveva fatto anche sua la battaglia che il figlio stava combattendo e per la quale sarebbe stato ucciso e quando lo uccisero  volle reagire con tutte le forze al disorientamento, al dolore, alla paura e già, avvolgendo la bara con la bandiera rossa, dimostrò tutta la volontà e la determinazione nella sfida contro la mafia.

“ matri ti sugnu e cumpagna sincera!”( Ignazio Buttita,Lamento per la morte di Turi Carnevale)

Informazioni aggiuntive