CENTRO CULTURALE "V.PATERNO'-TEDESCHI": Ricordato il poeta Mario Gori

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Al Centro culturale “V. Paternò-Tedeschi”, il prof. Salvatore Camilleri ha ricordato la figura umana e letteraria di Mario Gori,  scrittore, poeta e giornalista niscemese scomparso a Catania nel dicembre del 1970, all’età di 44 anni.  “Pur essendo Gori  vissuto per tanto tempo nella città etnea, il Comune di Niscemi non lo ha mai dimenticato: resterà sempre uno dei suoi figli migliori”, lo ha ricordato l’assessore alla pubblica istruzione del grosso Centro nisseno Nunzio Pardo( a destra, nella foto, insieme al presidente del sodalizio organizzatore, dott.Santo Privitera; al poeta Carmelo Furnari e al Prof.Salvatore Camilleri) intervenuto alla conferenza commemorativa. In effetti Niscemi, oltre a dedicargli il corso principale del paese, una scuola, la biblioteca e il monumento all’interno del cimitero dove si trovano le spoglie del poeta, in tutti questi anni si è prodigato per promuovere incontri e dibattiti anche di respiro europeo per divulgarne il più possibile la memoria. Fino a questo momento, a lui sono stati dedicati diversi lavori tra pubblicazioni e tesi universitarie.

Il relatore, autorevole testimone dei fermenti che hanno agitato la poesia siciliana nell’immediato dopoguerra, cita fatti, personaggi e aneddoti di quell’epoca. Una vera e propria lezione introduttiva “perché- dice -per comprendere l’attività letteraria di Mario Gori( nella foto), è necessario analizzare proprio quei i fermenti”.

Mario Gori, per l’anagrafe Mario Di Pasquale, adottò questo pseudonimo in onore dello scrittore messinese di fede anarchica Pietro Gori. Egli, dopo un breve periodo di studi in medicina e chirurgia compiuti all’università di Pisa, lasciò per dedicarsi interamente alla letteratura. Nel primo dopoguerra fondò con lo stesso Camilleri e Mario Biondi, il movimento letterario “Trinacrismo” attraverso il quale si tentò di rinnovare la poesia siciliana sia nella forma che nel linguaggio. Le sue liriche, così come tutti gli scritti che ha lasciato, risentono delle estreme condizioni di disagio patite dalle popolazioni contadine siciliane con particolare riferimento alla realtà niscemese. Non solo. La sua intensa attività letteraria svolta sull’asse Sicilia-Toscana, non rimase fine a sé stessa ma si protese verso la speranza di un riscatto possibile. Pubblicò alcune importanti opere, tra le quali ricordiamo: “Germogli” (1944), “Ogni jornu ca passa” (1957), “I ragazzi di Butera” (1944). Vinse diversi Premi. Inedite restano, invece, le 24 novelle raccolte sotto il titolo di “Circolo dei civili”. Per Camilleri, la migliore produzione dello scrittore niscemese più che nella poesia, sta nella prosa. “Mario Gori-precisa tra l’altro l’oratore- non fu uno scrittore di idee ma del cuore; la sua forza sta nel suo linguaggio trasparente, affabile, coinvolgente, che rispecchiava perfettamente la sua personalità”.   

 

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