BIOGRAFIE: GIOVANNI GIOVIALE

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Sessantacinque anni fa moriva a Catania Giovanni Gioviale, uno dei più grandi mandolinisti professionisti di tutti i tempi. Artista versatile, dalla tecnica prodigiosa, Gioviale visse una grande stagione musicale. Il virtuosismo frenetico ma stilisticamente elegante che caratterizzò le sue esecuzioni e' rimasto insuperato. Nacque a Catania nel novembre 1885. Il secolo fiorente delle arti e della cultura contagiò anche lui. All'età di 10 anni, racconta un aneddoto, nel retrobottega di un barbiere di V. Plebiscito stupì tutti per l'abilità nella esecuzione di un brano al mandolino. Tuttavia al Convitto di v.Crociferi dove a insegnare musica c'era il fior fiore dei musicisti catanesi dell'epoca, studiò violino. Conseguito il diploma entrò poi nell'orchestra del teatro massimo Bellini. Polistrumentista, preferì il mandolino a tutti gli altri strumenti musicali. Per nulla al mondo avrebbe rinunciato a

suonarlo. Esaltando al massimo le delicate soavità timbriche di questo strumento, eseguì con la stessa intensità tanto i motivi classici quanto quelli popolari. Il successo fu assicurato. Nel suo repertorio spiccano grandi autori: Mozart, Bellini, Donizetti, Mascagni, Grieg e Hendel. Egli stesso fu un abile e  prolifero compositore: al suo attivo oltre duecento titoli, gran parte dei quali incisi per le maggiori case discografiche dell'epoca. I suoi brani, pur essendo di genere popolare, posseggono un Phatos straordinario tale da emozionare un'epoca. Un vero “poeta” della musica sarebbe il caso di definirlo. Negli Stati Uniti dove soggiornò dal 1926 al '29, suonò per gli emigrati italiani. Il M° Arturo Toscanini lo volle nella sua orchestra alla “Scala” di Milano. In tornèe girò gran parte dell'Italia. All'estero, invece, oltre che in America si esibì in Spagna, Inghilterra e Libia. Per Catania Gioviale fu una vera celebrità. Gli aneddoti sulla sua esaltante carriera musicale sono tanti. Ampia testimonianza è stata resa nel tempo da Jolanda e Bianca (quest'ultima ancora in vita), due dei cinque figli nati dall'unione con l'adorata moglie Pietra Lizzio. Dalle “epiche” sfide musicali nelle piazze alle serate di gala nei teatri; dalle serenate nei vicoli alle suggestive “Varchiate a mari” (Musica sulle barche), Catania era a quel tempo tutto un tripudio di musiche e paesaggi incantevoli. Venne quasi spontaneo a quel maestro che aveva elevato il mandolino-come affermò il compianto critico Pastura-”alle sfere supreme dell'arte” ritagliarsi un ampio spazio per la storia. Quando i mezzi di diffusione si estesero, Gioviale fu chiamato alla Rai per un programma radiofonico “I canti dell'Etna” che durerà appena due anni. L'ultima pubblica apparizione fu al Circolo della stampa pochi mesi prima della morte sopraggiunta l'11 giugno del 1949.

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