TIMIDI ALLA RISCOSSA

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Tremore, balbuzie, sudori freddi, mani bagnate, gola secca, rossore o pallore, questi sono i sintomi più evidenti di una persona timida quando affronta un esame orale, un colloquio o un'interrogazione. Non si riesce a raccogliere le idee, a esprimersi come si vorrebbe, si è  incerti, si perde il filo, si dimentica tutto, anche se si conosce benissimo l'argomento. Il timido teme la disapprovazione, il giudizio e l'accettazione degli altri, per tale motivo tende a isolarsi ed evitare il pubblico o il confronto con gli altri. Questo è più o meno ciò che molti hanno provato almeno una volta nella vita, non è mai una situazione piacevole e può sfociare addirittura nella socio fobia. 

L'autorevole settimanale americano "Time" ha pubblicato da recente uno studio che ribalta e rivaluta questo handicap di cui molte persone farebbero volentieri a meno. Pare che la timidezza assicuri una serie formidabile di virtù nascoste. Se è vero infatti che il popolo dei timidi in genere non vanta un numero altissimo di amicizie, è altrettanto vero che le sue relazioni sono più durature, profonde e gratificanti. Difatti gli introversi per natura sono più attenti nelle relazioni interpersonali e meno impulsivi nelle scelte di vita, quindi riescono a prendere decisioni più sagge e ponderate, ad ascoltare con attenzione gli altri, a far tesoro di ciò che ascoltano. In realtà sono proprio i timidi i capi più convincenti e affidabili, quelli che rispettano i patti e sfoderano le idee più brillanti e geniali. Di conseguenza riescono a creare consenso intorno a loro, a far aggregare gli altri, a ottenere stima e apprezzamento duraturi. In qualunque posto di responsabilità il timido alla lunga può contare su un seguito compatto e stimolante, perchè, per far funzionare un gruppo di lavoro, sono rischieste doti di umanità, serietà, attitudine all'ascolto, relazioni profonde. Invece i leaders più estroversi, specializzati a smerciare aria fritta e belle parole, spesso non riescono a compattare il gruppo e circondarsi di collaboratori validi.

In ogni caso la timidezza è segno di perfezionismo, quel voler dimostrarsi perfetto anche se nessuno lo richiede. A volte basta ridimensionare le cose e vederle nelle giuste proporzioni per sentirsi meno intimiditi. Ci sono alcuni metodi che possono farla superare, può essere d'aiuto: recitare, fare yoga o training autogeno, avere la giusta stima di se stessi, autosfidarsi per raggiungere comunque un obiettivo nonostante possa far soffrire o sfociare in un fallimento. Imparare a ridere di se stessi è importante, una risata aiuta a renderci più accettabili, prendersi in giro e auto ironizzare è una medicina favolosa! Nessuno si ricorderà di una persona senza difetti...dunque è meglio rimanere impressi agli altri per qualche piccola gaffe e semmai trasformare i propri difetti in punti di forza. 

Una buona notizia dunque per tutti i timidi, magari non diventeranno dei leaders, anche perchè non li interessa affatto, però potranno essere ottimi artisti, ingegneri, chef, medici, programmatori, editor, scrittori, scienziati, veterinari o camionisti, tutte professioni in cui si lavora senza troppi confronti con il pubblico ma che danno grandi soddisfazioni pur non avendo i  riflettori accesi su di sè.   

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