La Cenerentola: un'Opera da "Favola"

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La Cenerentola: un’Opera da “Favola” La “Cenerentola”, ossia “La Bontà’ in Trionfo”, uno tra i maggiori capolavori operistici di Gioacchino Rossini. Il Melodramma Giocoso in due atti, su libretto di Jacopo Ferretti, è stato rappresentato per la prima volta nel 1817 a Roma, presso il Teatro Valle. Il debutto fu un insuccesso, ma bastarono solo poche recite a renderla un’opera molto amata e davvero popolarissima. Una vera e propria Opera-Fiaba. Il soggetto, infatti, è tratto dalla celebre storia di Charles Perrault. Viene ritagliato e costruito un libretto importato sulla tradizione comica dell’epoca, inserendo però delle venature e sfumature di realismo e poeticità, che la caratterizza in parte come una commedia sentimentale. Angelina, ovvero Cenerentola, è una protagonista sospirosa e dolce, ponderata, mai istintiva, molto introversa, che si staglia nettamente rispetto al carattere e comportamento degli altri personaggi quali: il principe Ramiro, il suo caro e fedele Maestro Alidoro, il cameriere Dandini, il patrigno Don Magnifico e le due sorellastre Clorinda e Tisbe. Nella Cenerentola, le tematiche del Doppio, dell’essere e dell’apparire, del travestimento, del gioco delle parti e dello scambio di ruoli, risultano essere fondamentali. Come tutti i capolavori del grande Maestro Rossini, l’opera risulta farcita con parti solistiche di notevole difficoltà tecnica, celeberrimi crescendo, turbinii di suoni, sovrapposizioni di voci, silenzi improvvisi , che mettono a nudo le emozioni dei personaggi, scoprendoli nella loro vera essenza. E’ un melodramma luminoso, vivo, leggibile da diverse angolazioni. I personaggi sono come delle macchine, dei burattini, marionette, i cui fili sono tenuti da una presenza esterna che li manovra. Ma non tanto la storia, la trama sono centrali quanto la musica. L’essenza reale dell’opera risiede nel Ritmo. L’Orchestra è parlante, partecipa al racconto, spiega, commenta, evidenzia alcune parti, coinvolge lo spettatore, comunica, dialoga. Di straordinaria bellezza e carica emotiva risulta essere l’epilogo concertato; il rondo’ finale, ovvero, l’aria della protagonista. Si alza il sipario, un coro regale intona il Trionfo della bontà e della virtù. L’atrio del palazzo del principe è illuminato e decorato a festa. Tutti sono presenti. Cenerentola racconta la sua storia, le sue sofferenze, i suoi turbamenti e il dolore provato fino a quel momento di magica svolta. Adesso è tempo di rivincita, di cambiamento. Non starà mai piu’ a faticare accanto al camino, emarginata, con la sola compagnia del suo canto. E’ reattiva, reagisce, si ribella finalmente, in un lampo come per gioco o in un sogno ecco che cambia la sua sorte. Ora è regina e ha trovato la libertà e l’amore! Nel Concertato finale le passioni, i sentimenti piu’ profondi dei personaggi, le emozioni piu’ segrete e recondite, si sovrappongono ed esplodono nella stretta finale. Il tempo si cristallizza ed ecco la zoomata verso l’interno dei protagonisti. Ognuno canta e parla con se stesso, intonando un ritmo e un testo diverso dagli altri. Ed ecco che il dinamismo, l’incessante crescendo, l’incalzare delle parole e della musica, si libera in una vera e propria opera d’arte. 

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