LA VOCE UMANA: UN TESORO DA CUSTODIRE GELOSAMENTE

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Il canto è sempre esistito, da quando l’essere umano ha iniziato a produrre i primi rumori ,suoni, ad usare la propria voce, il proprio apparato fonatorio. Diverse sono le teorie che analizzano l’origine e lo sviluppo della musica dalla preistoria in poi. Sia il filosofo Rosseau, che Spencer o Stumpf, segnalano la stretta connessione tra il linguaggio parlato e quello cantato, in quanto entrambi sono espressioni di sentimenti profondi.

Si sostiene anche che il canto sia nato prima dell’espressione verbale. Per Darwin, infatti, l’uomo lo avrebbe appreso dalle grida degli uccelli in fase di accoppiamento. E’ però fondamentale e assolutamente basilare distinguere tra canto naturale in senso generico e canto artistico e lirico. La voce umana è lo strumento piu’ importante, delicato e perfetto che la natura abbia donato all’uomo. E’ un vero e proprio tesoro, da trattare con ogni riguardo, cura e da custodire gelosamente. Ma da cosa è prodotto in realtà il suono? Cosa accade dentro di noi quando cantiamo o semplicemente parliamo? Il suono della voce nasce dalla vibrazione delle corde vocali, site all’interno della laringe, in seguito allo spostamento del flusso d’aria emesso dai polmoni. La forma delle corde vocali o pliche vocali è molto elementare non sono altro che dei piccoli muscoli elastici, delle sottili membrane, dei lembi tendinei di circa 3 cm, che con il passaggio dell’aria vibrano, generando così il suono. Nel canto, in particolar modo lirico, il vero strumento musicale che produce il suono è il corpo, inteso nella sua totalita’ e interezza. Sembra strano, ma la vera e sana tecnica vocale insegna a cantare non con la gola bensì con il corpo e sul fiato. I cantanti lirici, a meno che in situazioni di acustica scarsa o di performance all’aperto, non utilizzano alcun ausilio elettronico. Il microfono è vietato eccetto in casi particolari, pertanto devono amplificare loro stessi la voce in modo naturale. Per la salute del nostro “organo vocale” occorre non concentrare mai l’energia, la tensione, lo sforzo sulla gola, ma irradiarla e sentirla in altre parti. Quando produciamo un suono qualsiasi o in particolar modo un acuto, non sono solo le corde vocali a lavorare ma la maschera, ovvero le cavità di risonanza (zigomi, viso,fronte), le gambe e la schiena che forniscono l’appoggio, le radici, la base solida, i muscoli, il diaframma che sostiene le emissioni e il fiato. Alla fine di una performance artistica o di un esercizio si possono sentire fastidi o dolori ovunque (in prossimità della schiena, degli addominali, delle gambe) all’infuori della gola. La tecnica corretta del canto è uno strumento di fondamentale importanza per arrivare a dei risultati duraturi e sicuri nel tempo. E’ una “liberazione”, una soddisfazione vera e propria perché conduce alla padronanza assoluta e al dominio del proprio strumento. In un’aria oltre alla voce in sé, all’impostazione giusta, alla tecnicita’(ritmo,tempo,valori delle note) del brano, è necessario attenzionare sempre l’espressività, l’immedesimazione, la comunicazione verbale e non, le parole e il loro significato, il personaggio. Il canto non è solo voce, ma tecnica, precisione, dedizione, arte, poesia, recitazione, introspezione, analisi, comunicazione, espressione, emozione. Come sosteneva “La Camerata Dei Bardi”, un gruppo di letterati e musicisti del XVI secolo, che si incontravano e riunivano per discutere  in maniera del tutto informale ma con passione ed impegno  di musica, letteratura, scienza ed arti, il Canto è un “recitar cantando”. E’ la sintesi e l’unione di tutte le arti. Arriviamo adesso alla classificazione delle voce, considerando quest’ultima come un vero e proprio strumento musicale. Come quest’ultimo, infatti, gode di proprietà caratteristiche quali: timbro, altezza, intensità. Le voci vengono distinte in: maschili, femminili e bianche (bambini non ancora formati). In rapporto alla loro estensione vocale, la distanza tra la nota più grave e quella più acuta che la voce riesce a toccare e sostenere, le distinguiamo ulteriormente in acute, medie e gravi. Per quanto concerne la voce femminile acuta citiamo il soprano, per quella media il mezzosoprano e per quella grave il contralto. La stessa classificazione vale per l’uomo: tenore, baritono e basso. Ogni voce, sia maschile o femminile, acuta, media o bassa, si distingue a sua volta in: leggera, di coloratura e agilità (voce duttile, agile, più leggera), lirica (voce più calda, piena, ricca) e drammatica (voce molto piu’ scura e corposa, pastosa delle precedenti). La grandezza e l’apertura mentale di un vero cantante consiste, se la voce lo permette, nel non fossilizzarsi in un range vocale fisso, ma nello spaziare, allargare i propri orizzonti e spingersi sempre al miglioramento e all’ampliamento delle proprie possibilita’. Per questo occorre sperimentare, tentare, mettersi continuamente in gioco e alla prova, superarsi. In un crescendo continuo che non conosce limiti, fino al raggiungimento della perfezione assoluta. 

 

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