LE VOCI DI STRADA: 'A VANNIATA E' MENZA VINNITA

Share

‘A vanniata è menza vinnita recita un proverbio tutto catanese. E’ vero! Chi non andava a lavorare per i campi alla “Piana”, era costretto a girare per le strade cercando di vendere la propria mercanzia. Pochi i decimali alla voce: disoccupazione. C’era in ballo la sopravvivenza della famiglia e ognuno si dava da fare alla meno peggio: Su non travagghiu ‘a pignata non vugghi (Se non lavoro la pentola non bolle) si diceva. La voce dei venditori ambulanti era quella degli antichi mestieri. Una volta non si buttava proprio nulla. Si viveva di poche cose e queste dovevano durare più a lungo possibile. Dal cunzaturi di piatti all’umbrillaru; dall’ammulaturi 'o siggiaru passando per i venditori di alimentari, l’elenco è lunghissimo. Il mestiere si tramandava di padre in figlio; quando non c’era, si inventava. Vaddati chi su logni sti cucuzzi: …e cchi su scabbulazzi!!! vanniava a squarciagola, e senza microfono, un venditore ambulante di frutta che sul finire degli anni ’50 dello scorso secolo stazionava alla Civita. Gli valse, appunto, il soprannome di Sciabbulazza e ne andò fiero per tutta la vita. Com’era un tempo la vita dell’ambulantato nei quartieri popolari? Cominciava di mattina alla buon’ora con il venditore di caffè, per finire, la sera, con il caliaro. I ciciri atturrati (abbrustoliti), 'a simenza (semi di zucca abbrustoliti) e ‘i calacausi (noccioline americane) erano una vera delizia. Allora non bisognava aspettare le feste patronali per gustarle. Molti la preferivano alla frutta tradizionale. E in autunno, al tempo delle noccioline e delle noci che per i catanesi è ancora ‘u scacciu, ‘a calia ci stava come il cacio sui maccheroni. Il tutto, ovviamente, innaffiato da un buon vinello: meglio se rosolio o ‘nzolia e muscateddu delle Terre forti. Queste voci di strada scandivano le stagioni. Nei mesi estivi, la prima a farsi sentire era quella do’ Ceusaru. Il venditore di gelsi neri era facilmente riconoscibile dalla cesta (panaru) colorata da un liquido rosso violaceo: Ceusa sucusi e niuri! Duci com’u zuccuru sù!. Quasi in contemporanea, il gelataio con la sua voce stridula: Geeelaaatiii….Geelaaati…! Al contrario di oggi, non usava assordanti dischi di neomelodici napoletani ma una robusta campanella o, al massimo, il fischietto per annunciarsi. In inverno si reclamizzava di tutto anche sotto la pioggia battente. Girava il carrettino con le verdure appena raccolte nei campi della piana o negli orti di cibali; c’era il venditore di spezie con le ceste colme di alivuzzi cunzati, pumaroru sicchi e chiappara rigorosamente affogata ‘nto sali rossu. Né mancava la tradizionale "Cugnetta” d’angiovi salati. ‘A Sausa cunzata (dosso del tonno) era vera delizia per palati più esigenti dei catanesi. “Luppiniii! Luppinii…”…’n cattocciu menzu soddu! La vanniata

non era sempre uguale: variava a seconda della mercanzia da proporre in vendita o all’età del suo venditore. Celebre quella rauca do’ salaru: Saleeee…’uooo saleeee... L’andamento lento del carrettino trainato a mano, dava però un senso di tristezza. Senza contare i doppi sensi: Kachiiii…; chi ssu belli sti Kachiii; setti kachi s..scentu liriii!!!. Squillante era la voce dell’acquaiolo. Quando ancora i chioschi erano una rarità a incontrarsi (men che meno i chioschi bar), questa figura appariva con il suo carico di bummuli e quattari. Ne teneva quasi sempre tre o quattro. Attaccati alla cintola, alcuni sacchetti di juta arrotolati contenenti limoni tagliati a metà: “Zammu’ lumii frischi, ..arricriativi ‘u cori”! Caratteristica figura era quella du Cuzzularu”. Cozzuli hajuuuu, cozzuli frischi di Catania suuuu!!! Oggi il fenomeno è molto ridimensionato. Tracce di queste tradizionali figure si trovano concentrate tra la Pescheria la fiera di piazza Carlo Alberto (‘a fera ‘o luni). Hanno il posto fisso e mantengono solo in parte il linguaggio colorito di un tempo. Qualche pescivendolo usa ancora il termine Uossa ciaura c’a cc’ammogghiu; e allora è come se il tempo si fosse fermato.       

 

*Pubblicato il 15.09.15 su "La Sicilia"

 

 

 

 

 

Informazioni aggiuntive