CATANIA: LE ARENE DELLA MEMORIA

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Dove sono andate a finire le Arene cinematografiche di una volta? Qualcuna ancora oggi resiste a Catania,   ma per loro non è più tempo. Passata la Bella Epoque  e quella della rinascita seguita  al dopoguerra, non resta granché. Quell’aria scanzonata e romantica che una volta aleggiava in quei locali aperti soltanto d’estate, non torna più . Mancano I sublimi odori sprigionati dai gelsomini d’arabia abbarbicati ai muri perimetrali; le voci de “carusi” che tra un tempo e l’altro della proiezione reclamizzavano i gelati;  ‘u zammu’, i cazzusi ca pallina oppure il rinfrescante “Muluni russu” venduto rigorosamente a “ ‘ Fedda” “Stujiti stu mussu ca l’hai fattu ‘i muluni” ammonivano le mamme ai loro bambini.  E che dire du “Gileppu” venduto a 5 lire a bicchiere? ‘U Gileppu era uno sciroppo aromatizzato dai gusti vari( eccezionale quello alla menta) fortemente zuccherato.Si beveva ghiacciato.  Stessa musica: “Non nti nni viviri assai ca ti cascunu  ‘i Jagni”. Per terra poteva cadere di tutto, il terreno ruvido assorbiva ogni liquido.  I sedili di ferro colorati di rosso o di blu, disposti a “Filarata”, per quanto scomodi conferivano all’ambiente un modello di accoglienza unico. Non c’è più poesia” qualcuno direbbe. È vero. ‘A ‘za Jana do trappitu era la proprietaria della nota “Arena Scalia” ubicata a metà strada della V.Vitaliti. Siamo nel quartiere a Nord di Barriera del Bosco.  L’arcigna e intraprendente donna tutta casa e commercio, sosteneva che la sua non era una “Arena” ma un “Cimina all’apertu”. Un giorno un signore le chiese una informazione: “Mi scusi zia Jana, ma è lei la proprietaria dell’arena!?” Risposta: “ cchii!?...’ a quali Arena, Jiu’ Scalia mi chiamu…!”. Il cinema i cui ruderi esistono ancora, lavorava forte nei mesi estivi. Frequentato da famiglie operaie e ragazzi del luogo, I biglietti si trovavano a prezzi convenienti.  Trovare un posto a sedere diventava problematico. Veniva proiettato di tutto: dai film romantici ai western;  dai film con gli  Indiani alla guerra di secessione americana. Quando qualcuno si immedesimava troppo in John Wayne o in Clint Eastwood, ci scappava la scazzottata. Cosa che non avveniva all’arena “delle Rose” della famiglia Lombardo. Un locale più a sud dove l’ambiente era un tantino diverso. Un cinema per tutte le stagioni visto che lavorava anche in inverno nella sala al chiuso prospiciente la via del Bosco. A quell’epoca il buttafuori era un certo “Pippo Alettrico” cosiddetto perché manteneva l’ordine a suon di ceffoni. Una mano lesta come poche. Quando un gruppetto di ragazzi rumoreggiava  oltre il consentito durante la proiezione,”Alettrico” si avvicinava a loro silenziosamente. Individuato il più facinoroso della comitiva, lo puntava. Un Sihhhhh!!!  appena sussurrato e via una sonora sberla di quelle che “allampano”.  Ristabilito l’ordine, spariva. Catania comunque vanta una lunga e antica tradizione nel campo delle sale cinematografiche, molte delle quali affiancate da arene. La necessità era quella di lavorare tutto l’anno. Complice gli scenari mozzafiato naturali delle sue contrade, la nostra città attirò a se i migliori produttori registi e impresari dell’epoca. Fu anche  sede fino al primo dopoguerra di una piccola “ Cinecittà .“ Tra il 1887 anno in cui venne edificata l’arena Pacini e per quasi un secolo,   al centro storico come nelle periferie nacquero teatri e arene come i funghi. Impossibile citarli  tutti.  Dall’Arena “Augusteo”(V.Plebiscito) al “Centrale”(V.Etnea);  Dall’ “Esposizione” al “Balilla”; dall’arena Miramare(Ognina) all’arena “Buscemi”(Cibali);  Dall’Arena “Argentina” (V.Vanasco) all’Arena “Adua”(S.Nicolo’ al Borgo) queste ultime ancora attive. Non solo proiezioni ma anche spettacoli canori e teatrali.   Nel perimetro dove oggi svetta  il Grattacielo, oltre all’arena Pacini dal suo caratteristico stile moresco,  esisteva  l’arena Gangi:  la più grande in assoluto con i suoi cinquemila posti a sedere.  Prese il nome del suo proprietario, Giuseppe Gangi cui si deve l’apertura di altri rinomati locali in città.  Agli inizi del secolo scorso, gli esercizi del Sangiorgi comprendevano pure la terrazza estiva  “Kursaal” che fino al 1963, anno della sua dismissione, ospitò raffinate sfilate di moda e le migliori compagnie di Rivista dell’epoca. 

Il mito delle sale cinematografiche e delle arene già in declino  nell’ultima parte del secolo scorso, tra il 2000 e 2009 subì il colpo di grazia.  Soppiantati dalle più moderne e attrezzate “Multisala”  hanno finito per soccombere. Si salvarono in pochissimi. Molte delle arene più famose sono state demolite. In quelle aree oggi  sorgono piazze e monumenti. In qualche caso anche palazzoni in cemento armato.

 

Pubblicato su La Sicilia del 4/8/ '19

 

Nella foto, L'Arena delle Rose. Si trovava in V.De Logu, proprio dove oggi sono ubicati gli uffici della clinica Morgagni.

                            

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