I TERREMOTI

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Il mantello esterno del nostro pianeta (litosfera) è frammentato in una dozzina di elementi, placche o zolle, che si muovono l'una indipendentemente dall'altra. Quando esse si allontanano si creano zone di distensione o bacini oceanici, quando invece si avvicinano si generano le catene montuose. Lungo i margini di queste placche è concentrata la maggior parte dei terremoti e dei vulcani terrestri. Recentemente si è notato che esse hanno un moto regolare e ben preciso e che la tettonica globale è il risultato delle diverse velocità tra le placche.

Esse sono misurabili tramite analisi geologiche classiche e sofisticati metodi geodetici. Per esempio è stato misurato uno spostamento equivalente a 2 cm. l'anno tra le placche nordamericana e africana. Nella profondità della Terra esiste un nucleo di consistenza liquida emanante onde sismiche che si propagano fino alla superficie. Quando esse rilasciano in senso verticale l'energia accumulata, il punto in cui questa fuoriesce, diventa l'epicentro di un terremoto il quale è sempre associato a grandi sistemi di fratture denominati "faglie" che interessano le parti più rigide della Terra. Le onde sismiche in superficie vengono avvertite come scosse e possono essere ondulatorie, sussultorie o anche rotatorie. Le più comuni e vaste sono ondulatorie, le più rovinose le sussultorie. Segni precursori sono rumori o boati di varia intensità, bagliori improvvisi e agitazione negli animali. Dei delicati strumenti detti "sismografi" registrano le scosse rilevandone la "Magnitudo". L'intensità dei terremoti secondo la Scala Mercalli si suddivide in 10° in base alla gravità delle sue conseguenze. Le cause dei terremoti sono ancora poco conosciute per quanto le ricerche in questo senso siano andate avanti. Quelli di origine vulcanica sono legati all'attività dei vulcani (attivi o spenti) e provocati da spinte di vapori o materiali che devono fuoriuscire. Quelli di sprofondamento sono dovuti a crollo sotterraneo causato dall'erosione delle acque e quelli di assestamento o tettonici sonocausati dagli spostamenti delle placche terrestri e localizzati in corrispondenza delle grosse faglie: quella del Pacifico, del Mediterraneo e dell'Asia Centrale. Le faglie sono fratture che possono variare da pochi centimetri a diverse centinaia di metri e manifestarsi in diverse direzioni (orizzontale, verticale, obliqua, laterale, rotatoria).

L'Italia è la regione mediterranea con maggior frequenza di terremoti e, per questo motivo, esiste un organismo pubblico chiamato Ist. Naz. di Geofisica e Vulcanologia (INGV) che svolge attività di ricerca, monitoraggio e sorveglianza su tutto il territorio nazionale in collaborazione con la Protezione Civile. In Sicilia la peculiarità del territorio e l'alto indice di rischio amplifica la necessità di verifica costante. La sezione di Catania (con sede in Piazza Roma, 2) ha grande importanza strategica e si occupa soprattutto della regione, delle isole Eolie e del Canale di Sicilia, dove non manca la materia prima. L'Istituto assicura da anni il servizio di sorveglianza 24 ore su 24 comunicando in tempo reale ogni evento che si verifica e allertando, all'occorrenza, il Dipartimento. La tecnologia moderna ha consentito passi da gigante fornendo strumenti più sensibili, affidabili e rapidi che aiutano a minimizzare gli eventuali rischi e le ricadute sul territorio o sulla popolazione.