LA MIA ESPERIENZA CON LA DANZATERAPIA

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La danza è un importante strumento di espressione globale della persona, già nota in molte popolazioni primitive.

L'uso delle potenzialità terapeutiche risale in tempi più recenti in cui si sono sviluppate diverse forme di danzaterapia che utilizzano il movimento del corpo per favorire e sostenere la salute fisica e mentale. Gli effetti positivi sono molteplici: sciogliere le tensioni muscolari muovendosi a ritmo di musica senza schemi precisi, sentirsi padroni del proprio corpo accettandone i limiti, comunicare con gli altri in modo spontaneo attenuando ansie e timidezza. La prima forma di danzaterapia inizia a diffondersi negli anni Trenta grazie al contributo di due ballerine (Chace e Schoop) che superarono i rigidi dettami delle tecniche per lasciarsi andare al piacere di ballare solo per regalarsi gioia, attraverso forme spontanee di movimento, le loro applicazioni coinvolsero soprattutto reduci di guerra depressi.

Oggi esistono varie metodologie seguite e praticate in tutto il mondo, le scuole di pensiero hanno in comune lo scopo di dare beneficio al corpo umano. Maria Fux (caposcuola, artista, coreografa argentina che, alla veneranda età di 91 anni, insegna e pratica la danza creativa alla costante ricerca di donare agli altri l'opportunità di cambiare e comunicare attraverso il movimento) ha messo a punto un metodo basato sulla danza di gruppo e l'uso di materiali come tessuti, corde, carta, ecc. Esso funziona ad ogni età, per normodotati, portatotori di handicap, soggetti con disabilità e disagi di ogni tipo, addirittura uditivi. Si può danzare anche il silenzio dice Maria Fux, perchè lo spazio che ci circonda è un elemento vivo che può trasformarsi in qualcosa di sensibile e positivo se utilizziamo il nostro corpo come strumento. Maria Fux, anni fa, ha fatto danzare con l'anima e la voce i bimbi che vivono dentro i polmoni d'acciaio dell'ospedale Ferrer, un'esperienza indimenticabile a suo dire! Gli stimoli creativi a cui ci si accosta sono affidati al potere liberatorio della danza, senza alcun obiettivo specifico se non il benessere totale, infatti gl'incontri di danzaterapia non hanno mai mostrato effetti collaterali negativi.
Praticare la danzaterapia con il metodo Fux è un esperimento da provare almeno una volta nella vita. In un mondo ideale, dovrebbe essere materia obbligatoria nelle scuole di ogni ordine e grado, e la sua pratica imposta a tutti gli esseri umani di ogni fascia d'età. E' rilassante, benefica, efficace, piacevole e accessibile. Ho avuto la fortuna di conoscere questa dottrina qualche anno addietro, all'inizio ero riluttante, non credevo potesse migliorare il mio equilibrio psico-fisico, inoltre non ho mai amato danzare e mi sentivo piuttosto ridicola e impedita, mi dava fastidio l'idea di condividere con estranei le mie goffe movenze o i più intimi pensieri. Alle prime lezioni ero rigida, tesa, attenta a non espormi, affatto spontanea, mi lasciavo andare soltanto ad occhi chiusi trascinata dalla musica; successivamente invece riuscivo a non pensare a nulla, a staccare la spina per due ore, provando una sensazione di libertà di movimento crescente. Il mal di schiena non mi dava più il tormento, la forma fisica migliorava e, sorprendentemente, mi ero aperta verso gli altri come non mai.

Quando Maria Fux venne a Catania per una serie di seminari con entusiasmo aderimmo numerosi, l'occasione era imperdibile. Al cospetto di una piccola, giovanile ottantenne piena di vita che si muoveva armoniosamente nonostante numerosi acciacchi, ci sentimmo in dovere di mostrarci grati alla vita. Abbiamo danzato con lei in gruppo lavorando con palloncini colorati, elastici, corde, foulards e traendo dal profondo la personale grazia, energia e tenerezza. Il sorriso è il miglior regalo che ci ha lasciato Maria unitamente alla voglia di raggiungere la gioia spirituale attraverso il movimento libero del nostro corpo, semplicemente improvvisando, come fa il vero artista che prende dalle esperienze quotidiane solo il meglio.

 

 

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