L' Omeopatia mi ha cambiato la vita

  • Stampa

Sono approdata all’omeopatia fin dal 1983 quando a Catania appena tre farmacie erano in grado di fornire i prodotti su ordinazione. In quel periodo, a causa di dolori mestruali intensi, mal di schiena, nausea, vomito e astenia che mi condizionavano fortemente, facevo uso di farmaci specifici che sortivano solo per qualche tempo l’effetto sperato. A ventun anni avevo un lavoro dinamico che m’imponeva di essere sempre efficiente, non potevo permettermi il lusso di restare a casa tre giorni al mese. I colleghi non tolleravano il mio disagio convinti che esagerassi, per questo mi snobbavano cercando di avvantaggiarsi delle mie difficoltà. Per essere competitiva, quando stavo male, raddoppiavo le dosi di antalgici ma la conseguenza era una serie di danni collaterali come duodenite, cefalea, tensione e ansia. Nessun medico riusciva a spiegarmene il motivo. Un giorno, grazie al consiglio di un vicino, sentii pronunciare per la prima volta la parola omeopatia, risolvere la cosa in modo naturale e indolore mi attraeva, così presi un appuntamento. L’incontro con l’omeopata fu un misto di stupore e fascino, egli aveva un contegno confidenziale e accomodante.

Mi poneva strane domande, indagando sui miei gusti alimentari, sul rapporto col sonno e con gli altri, prendendo appunti e ascoltando pazientemente la lunga lista dei sintomi. Infine, mi aveva visitata prescrivendo un rimedio ed elargendo consigli pratici. Ero uscita dallo studio più serena e, acquistato il farmaco, mi ero resa conto che trattavasi di minuscoli granuli di zucchero da sciogliere sotto la lingua, una vera pacchia! Tutto questo aveva stuzzicato la mia voglia di sapere e, da subito, avevo preso a documentarmi per comprendere meglio, imparare e approfondire. Così ho potuto appurare che l’omeopatia è: Totale perché prende in considerazione l’individuo nell’insieme (binomio persona-sintomo); Naturale perché utilizza rimedi estratti dai tre regni della natura in dosaggi tali da non produrre alcun effetto tossico; Sperimentata perché il metodo è stato verificato nel corso di duecento anni senza subire variazioni; Preventiva perché agisce,da un lato,con rimedio simillimum (similare) per indurre un incremento di resistenza dell’organismo (terapia di fondo) e, dall’altro, con terapia sintomatica finalizzata ai disturbi acuti e improvvisi ma non gravi. Il trattamento rinforza le capacità difensive del corpo umano senza effetti sgraditi, quindi, la persona tenderà ad ammalarsi meno e in modo sempre più lieve riducendo costi personali e sociali.

Dopo il primo mese di cure come suggerito dall’omeopata, il dolore mestruale era decisamente più sopportabile e si era protratto soltanto per un’ora. Dopo tre mesi mi sentivo un’altra persona, l’infiammazione duodenale era svanita insieme alle emicranie, mi sentivo più distesa, forte ed energica, addolcita nel carattere e, soprattutto, non soffrivo più di dolori mestruali.

Da quel giorno, ho attraversato gli eventi sanitari della mia vita ottenendo sempre una rapida e definitiva ripresa senza mai essere costretta a intervenire con farmaci chimici, anche se le due cose possono convivere in ottima sintonia. Oggi si è più propensi verso questa medicina anche se permane ancora molta confusione e diffidenza, c’è ancora chi considera l’omeopatia una medicina d’élite o di tendenza mentre in realtà, è solo l’espressione del diritto/dovere di ciascuno di prendere coscienza del proprio stato di salute decidendo di curarsi in maniera diversa. L’uomo comune vive con sfiducia e conflittualità il rapporto con la classe sanitaria e, sempre più spesso, a qualunque ceto sociale appartenga e qualunque sia il suo livello culturale, preferisce curarsi da solo piuttosto che esporsi a nuove sintomatologie. La mia lunga esperienza testimonia di fatto la validità del metodo e questo, a prescindere dai pregiudizi e dai luoghi comuni.