LA RECENSIONE: "Dietro le quinte"

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Quando la psichiatria si intreccia con la letteratura. E’ del Romanzo “Dietro le quinte” (Ed.Carthago) di Giuseppe Crisafulli, che stiamo scrivendo. L’autore, esperto psicoterapeutica, alla sua seconda opera dopo “Psicoterapia di un omicidio”, sembra avere creato una nuova figura di commissario: quella di Andrea Sarli. Questo investigatore, a differenza di Montalbano, preferisce però risolvere i casi standosene dietro le quinte.“Sembra un romanzo ma è un trattatello di Psichiatria” sostiene Tino Vittorio nella prefazione. Nella vita professionale di uno psicoterapeuta, ogni singolo caso può costituire un filo utile da tessere con gli altri: ecco perché il materiale da mettere sul telaio della letteratura non manca. Sfruttando in pieno le tecniche professionali, Crisafulli, attingendo un po’ alle esperienze professionali un po’ alla cronaca giudiziaria, riesce ad imbastire trame avvincenti.  La vicenda si sviluppa in un contesto di mafia e pentitismo. Oltre al caso giudiziario certamente coinvolgente, sull’asse Catania-Siracusa-Ortigia c’è da risolvere uno spinoso problema di doppiezza identitaria che rischia di demolire sul nascere il già fragile rapporto di una coppia. Nel 1980 la sorella di un pentito di mafia, il marito di lei e la loro bambina, sfuggendo al programma 

di protezione scompaiono misteriosamente dal luogo di confine.  Il commissario Sarli, grazie all’aiuto di uno psicoterapeuta e di alcuni personaggi che a vario titolo ebbero un ruolo nella vicenda, a distanza di trent’anni riapre il caso. Scopre che la bambina è viva e svolge l’attività di guardia carceraria a Noto. A Patrizia, questo il suo vero nome, i genitori tedeschi adottivi avevano imposto un nuovo nome e cognome: Vanessa Sachs. Patrizia/Vanessa si stabilisce nella sua citta d’origine, Catania. Fotografando determinati luoghi, la ragazza  compie inconsciamente il disperato tentativo di riappropriarsi di una infanzia bruscamente interrotta. Attraverso una serie di indizi, pentimenti, nuove confessioni e provvidenziali bugie, non senza risvolti drammatici si giunge alla soluzione. 

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