LA RECENSIONE: BUCCACCIU VI LU CUNTU ‘NSICILIANU di Nietta Pistorio Gervasi

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Continua infaticabile l’attività traduttrice dalla lingua italiana a quella siciliana, di Nietta Pistorio Gervasi. Dopo “Buccacciu ‘nsicilianu”pubblicato nel 2012, adesso è la volta di “Buccacciu vi lu cuntu ‘nsicilianu(Edizioni A&G Cuecm); altrettante novelle tradotte che vanno ad aggiungersi alle 10 precedenti. È noto, perché la poetica siciliana fondata da Federico II c’è lo insegna, che il siciliano , per dignità di lingua può competere con le forme letterarie più elevate. Da qui l’impegno dell’autrice a tradurre una delle opere più importanti e complesse di tutto il panorama letterario italiano. La passione per le tradizioni, lo studio e l’approfondimento del contesto letterario che favorirono la nascita del Decamerone, da parte della Pistorio Gervasi sono stati determinanti perché la traduzione sortisse l’effetto efficace sperato. La forza espressiva della lingua siciliana, inoltre, sembra aver conferito, soprattutto nei dialoghi, maggiore chiarezza e incisività. L’uso appropriato dei vocaboli siciliani, molti dei quali ormai in disuso, hanno fatto il resto. Il glossarietto posto alla fine di ogni componimento, ne spiegano il senso. Le Novelle del Boccaccio così come sono state originariamente concepite non hanno un titolo, ma l’autrice della traduzione glielo ha dato traendolo dal contenuto stesso.

Nella Foto, Nietta Pistorio Gervasi