L'Europa dei femminicidi

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violenza donneSolo una donna italiana su dieci denuncia

“Picchiata per 20 anni dal marito con bastoni, padelle e piatti”, succede a Brindisi. Uccisa di botte, poi adagiata sul letto dal marito che, dopo l’accaduto, si addormenta”, succede a Frosinone. “Pestata dal compagno perché accusata di spendere troppi soldi”, succede a Leno. Picchiata perché non voleva dare il bancomat al marito”, succede a Napoli. “Uccisa a martellate”, succede a Terni. “Un insegnante strangola la moglie”, succede a Catania. “Mamma e due figli uccisi in casa” succede a Motta Visconti, in provincia di Milano. “Poi sono andato a vedere la partita” il commento del marito.

Sono questi solo alcuni dei casi di violenza contro le donne, a volte con esiti mortali, compiuti in questo primo semestre 2014. Ben cinque omicidi di genere nel solo marzo 2014. 177, secondo il Ministero dell’Interno, le vittime dello scorso anno, quasi una donna uccisa ogni 3 giorni.

 

Orrore che arriva dall’India in queste settimane, con stupri di massa e impiccagioni all’ordine del giorno, ma anche orrori di un’Italia, che nonostante le apparenze, resta con un sommerso di vittime silenziose.

Il primo grande Rapporto sulla violenza contro le donne presentato dall’Agenzia dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea (Fra) tre mesi addietro, parla chiaro: 62 milioni di donne europee hanno subito violenza fisica o sessuale, a partire dai 15 anni. Un dato choc che ha sconvolto l’Europa.

Il 67% di donne non denuncia gli abusi del partner, il 22% ha subito molestie sul web. Su un campione di 42 mila donne intervistate (18-74 anni), 2 su 10 hanno subito violenze fisiche o sessuali dal partner, il 43% ha subito abusi psicologici, il 18% è stata vittima di uno stalker.

In Italia percentuali più basse di violenza dichiarata, rispetto ad altri paesi europei, ma subentra il fattore culturale. In testa alla classifica, ci sono i “civili” paesi scandinavi.

Le donne che dichiarano di aver subito violenze dal partner o da un ex nel nostro paese sono il 19%. Il 38% però ammette violenze psicologiche, il 51% molestie sessuali, il 6% violenza domestica nei sei mesi precedenti il sondaggio (anonimo).

Solo una donna europea su 10 ammette di essersi rivolta alla Polizia o a un centro antiviolenza. Il 58%, in barba alla legge contro il femminicidio, è convinta che non esistano misure legislative per proteggere le vittime degli abusi di genere.

I dati sulle violenze di genere sono spesso discordanti, complice il fenomeno sommerso. L’istituzione, del “codice rosa” negli ospedali siciliani, sul modello del protocollo elaborato dall’Asp di Ragusa e la legge regionale n. 3 del 2012 “Norme per il contrasto contro la violenza di genere” sono comunque dei passi in avanti che devono essere rafforzati.

In Sicilia più del 23% di donne tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica, quasi la metà dal partner, ma solo il 2,4% denuncia (Istat 2010). Con questi dati non bisognerebbe parlare di violenza solo l’8 marzo. 

Tra le strutture presenti in Sicilia, il Centro Ascolto di Agrigento, il Centro Antiviolenza di Caltagirone, gestito dall’associazione Albanuova, l’Associazione Thamaia Onlus Telefono Donna a Catania, il Centro donne antiviolenza di Comiso e Messina, Le Onde Onlus di Palermo, i Centri antiviolenza Telefono Donna “La Nereide”Onlus a Siracusa.

Silvia Calanna

 

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