LETTERA DI RINGRAZIAMENTO DI UN NONNO

Share

IL CASO DELLA PICCOLA ESMERALDA CAMIOLO IN COMA SIN DALLA NASCITA E MORTA LO SCORSO APRILE ALL'ETA' DI 4 ANNI, HA IMPIETOSITO E SCOSSO L'OPINIONE PUBBLICA.   A DISTANZA DI TRE MESI DALLA SCOMPARSA, IL NONNO CARMELO HA VOLUTO RACCONTARE IL PENOSO CALVARIO VISSUTO E ALLO STESSO TEMPO RINGRAZIARE CON UNA TOCCANTE LETTERA CHE QUI DI SEGUITO PUBBLICHEREMO, TUTTI COLORO I QUALI SI SONO IMMEDESIMATI MANIFESTANDO A VARIO TITOLO LA PROPRIA SOLIDARIETA' ALLA FAMIGLIA DELLA SFORTUNATA BIMBA CHE NON VIDE MAI LA LUCE.

Ciò che ho messo per iscritto è pressappoco il discorso che, molto più brevemente, avrei voluto esternare a tutti i presenti in Cattedrale al Duomo di Catania giorno 24/04/’15 in occasione dell’ultimo triste saluto dato alla mia adorata nipotina Smeralda di appena quattro anni, scomparsa improvvisamente dopo tante speranze disattese. Purtroppo, com’è facile che in questi casi succeda, preso da profonda commozione, non ho avuto la forza di espormi.

Sono, come ho anzidetto, il nonno materno di Smeri, sfortunata gemellina in coma dalla nascita ma premetto perfettamente sana se, ahimè, non fosse stata danneggiata irreversibilmente (ipossia cerebrale) da due incoscienti “criminali dottoresse” del Nuovo Garibaldi di Catania, che negligentemente, superficialmente e con arrogante presunzione non vollero esaminare la cosa più giusta da fare a mia figlia Valeria, già al nono mese compiuto di gestazione e cioè, quella di intervenire con uno “stranecessario cesario”, anziché azzardare, come poi fu, un parto spontaneo che mise in serio pericolo la sua vita e quella dell’altra gemellina Alice.

Mi reputo un papà molto fortunato nell’aver avuto dal Signore una così gran bella e meravigliosa figlia, moglie di Giuseppe Camiolo, uomo tenace e papà decisamente straordinario; insieme questi splendidi giovani coniugi, dal primo momento, hanno incessantemente lottato con tutte le loro forze senza mai perdersi d’animo, tenendo viva in sé la speranza di poter avere un giorno la loro bimba del tutto guarita, rimanendo fermi nella fede e affrontando con encomiabile dignità la durissima prova che le circostanze avverse della vita, poco più di quattro anni fa, avevano impietosamente e ingiustamente loro riservato.

Lodo e ringrazio, innanzitutto, il Signore nostro Dio Padre che ci ha donato questo meraviglioso angioletto che, dal suo lettuccio con la sua silenziosa sofferenza, nei suoi brevi anni di esistenza ha insegnato, sia a chi è venuto per caso a conoscenza della sua triste storia e sia a chi l’ha vissuta vicino a lei, ad apprezzare la “Vera Vita” coinvolgendo in tal modo centinaia, ma che dico migliaia e migliaia di persone laiche e non a ritrovarsi insieme unite nella preghiera, accrescendo la fede in molti che, solo indirettamente e indolentemente, avevano sentito parlare della bontà del nostro misericordioso Papà Celeste.

Ho deciso, pertanto, di scrivere queste righe per manifestare la mia gratitudine, unita a quella di mia moglie Eugenia e dei miei figli Enrico e Bruno, in primo luogo ai parenti: i miei consuoceri Serafino e Irene, nonché nonni premurosi, affabili e affettuosissimi; i miei suoceri e bisnonni Filippo e Maria sempre presenti al bisogno; i cugini, tra i quali il carissimo Fabio Navarria, unico per le sue indiscusse qualità umane, disponibile per qualunque cosa, molto affezionato a mio genero e legatissimo alla piccola Smeri; tutte le zie e gli zii, con particolar riguardo al fratello di mio genero avv. Silvio, che è stato sempre in prima linea a lottare per difendere i diritti della cura Stamina a favore di Smeraldina e alla tenera moglie Mercedes; a mio fratello Piero, che molto deve alla mia cara nipotina, per aver intrapreso un percorso di fede ben strutturato (e come lui moltissimi altri hanno seguìto il suo esempio, me compreso), da buon cristiano alla ricerca della Verità e che, insieme a mia cognata Anna è stato fisicamente e costantemente vicino a Valeria; i cari

nipoti; poi agli amici più prossimi a mia figlia: Cristina, Nuccio, Valentina, Luana, Valeria Ferrara ed Enza che, in questi anni di forzata privazione, di dolore ma soprattutto di grande fede, l’hanno intensamente sostenuta e, a tutti quanti gli altri suoi amici; a nome di Giuseppe, il nostro grazie -mio e della famiglia- va anche ai suoi più diretti e veri amici e cioè a Luca e Loredana, a Davide e Mery, a Uccio, a Ezio e a tutti gli altri che non conosco personalmente; infine, a conclusione di questa parziale e lunga lista di nomi, ringrazio conoscenti e non che sono intervenuti, così inverosimilmente numerosi questo mesto venerdì pomeriggio in Cattedrale, per dare il loro “virtuale” abbraccio alla nostra “guerriera” Smery, come veniva da molti chiamata e anche a quanti, per cause di forza maggiore o per le non incoraggianti condizioni climatiche iniziali, non son potuti venire.

Prima di continuare con i ringraziamenti consentitemi, però, di esprimere uno speciale elogio alla mia gentile consorte Eugenia, donna estremamente sensibile, mamma e nonna esemplare che, in questi affannosi e difficili ultimi anni, si è totalmente dedicata alla nostra cara figlia Valeria e ai nipotini Nicolò e Alice.

Un sincero e immediato grazie, inoltre, è senz’altro doveroso rivolgerlo al primo cittadino di Catania, il sindaco dr. Enzo Bianco che ha manifestato alla famiglia Camiolo il profondo suo dolore e di tutta la città. Ringrazio i coristi e gli amici del S. Cuore di Barriera insieme al parroco don Nello, persona umile e buona che, in un primo momento, mi confidò di non sentirsi all’altezza di celebrare un così importante e triste evento a lui tanto vicino, poi accettò e le sue semplici ed efficaci parole pronunciate su Smeraldina hanno fatto breccia sui nostri già provati cuori.

Ringrazio infinitamente tutti i numerosi amici vicini alla mia famiglia, compreso il padrino salesiano di mia figlia Valeria don Jimmy che, dalla Tunisia dove è in missione, le è stato vicino col cuore e le preghiere. La mia riconoscenza è diretta, inoltre, ai colleghi di mia moglie dell’ufficio postale succ. 1 di Gravina di Catania che sono stati sempre affettuosi e partecipi con le nostre famiglie.

Ringrazio lo staff medico/paramedico di Medicasa che è stato accanto a mia figlia e a mio genero Giuseppe, senza mai risparmiarsi, pronto ad intervenire per ogni evenienza. A tal riguardo e mi scuso sin d’ora se non le citerò tutte, il mio pensiero vola verso quelle persone che ho avuto il privilegio di conoscere, apprezzandone le loro qualità umane e professionali: Il neurologo dott. V.zo Fortuna eccezionale medico, ma soprattutto uomo di notevole coscienza morale, che credeva fortemente nel risveglio di Smeraldina, come poi si evinse da quegli ultimi tracciati E.E.G. a lei eseguiti, definendola “la bambina dei miracoli”; il sempre garbato, distinto e buon fisioterapista Sebastiano; le affidabili e quanto mai brave infermiere Silvia Ferrera e Valeria Intelisano, le quali hanno trasmesso alla piccola tutto il loro amore e infine, ma non ultime per i loro meriti anzi, le due splendide e insostituibili sorelle Alessia e Federica Signorelli che sono state e rimarranno sempre per le famiglie Camiolo/Scordo speciali parenti aggiunte. Un grazie immenso va alla dolce e delicata Tiziana, musicoterapista, la quale ha comunicato alla bambina la sua creatività e la gioia per la musica. Ringrazio, altresì, i medici del reparto di rianimazione pediatrica dell’Ospedale Nuovo Garibaldi che si sono prodigati in tutti i modi per salvare la vita a Smeri e gli infermieri, fra cui Luigi, giovane semplice e genuino di origini campane dimostratosi un vero amico, rimanendo accanto alla mia nipotina fino all’ultimo istante della sua vita.

Un grazie particolare lo invio a Daniela, ragazza di Acireale che, inteneritasi per la triste storia di Smeraldina, ha creato con tanto amore su facebook un gruppo di sostegno per la bimba e la sua famiglia.

Ringrazio, inoltre, con tutto il mio cuore il pastore Peter Wilson, portavoce della comunità cristiana “Missione Paradiso” che, col suo incisivo intervento durante quest’ultimo saluto alla bimba in Cattedrale, ci ha dato modo di riflettere sul mistero della vita, nonché il carissimo fratello apostolo Enzo Incontro e la moglie Laura che sono stati vicini a mia figlia nei momenti di inevitabile abbattimento, sostenendola e confortandola con la parola di Dio e il dott. e pastore Aldo Calogero, grande esempio di medico timorato di Dio. Uno speciale e vero grazie va alla cara amica e grande donna di fede dott.ssa Lucia Mallo e a quanti si sono uniti a lei nella preghiera per la mia nipotina.

Il mio grazie e la mia stima sono rivolti, inoltre, all’amico pastore Paolino Baldari che ci ha accompagnato, in questi tristi anni, assieme alla moglie Elisa nella preghiera e al buon cristiano Stefano Spina che, nonostante ci conoscesse da poco, ci ha dato grande prova d’amicizia.

Un particolare riconoscimento lo devo al presidente di “Sicilia Risvegli Onlus“ Pietro Crisafulli per le sue parole forti e quanto giuste che hanno attaccato la Sanità e le lobby farmaceutiche scuotendo l’animo dei presenti nella basilica.

Ringrazio tantissimo il presidente del Calcio Catania Nino Pulvirenti, presente alla celebrazione e sempre vicino, generoso e disponibile con mio genero quando l’ha chiamato in causa. Grazie a tutti i tifosi delle curve Nord e Sud dello stadio “A. Massimino” i quali, stringendosi alla famiglia Camiolo, hanno da sempre dimostrato, con le loro sentite e incisive frasi impresse sugli striscioni affissi allo stadio, un attaccamento fraterno e amorevole che ha coinvolto i gemellati tifosi dello stadio S. Paolo di Napoli e persino le tifoserie delle squadre avversarie, in una sorta di solidarietà che è andata oltre lo sport e, grazie anche a tutti i calciatori della squadra del Catania che hanno ricordato, prima dell’inizio della gara con un minuto di silenzio, la piccola Smeralda dedicandole i gol e la vittoria. Un sentito grazie va anche al Presidente del club calcio Belpasso Sig. Minervini, presente alla cerimonia, assieme ad alcuni componenti della squadra dove gioca mio figlio Enrico e a tutti gli amici vicini ai miei figli.

Ringrazio moltissimo a nome mio e delle famiglie Camiolo/Scordo gli amici e genitori dei bambini affetti da patologie neonatali, inizialmente curati con il metodo Stamina di Vannoni e venuti da svariate parti d’Italia per condividere sentitamente il nostro dolore (famiglie Carrer, Mezzina, Arnieri, Genova, Guercio, Portale, Senatore, Viola e il presidente del “Movimento Vite Sospese” Talamonti).

Un particolare e riguardoso apprezzamento è, per tutti noi in famiglia, più che doveroso rivolgerlo al giornalista Andrea Lodato del quotidiano “La Sicilia”, sempre attento, professionale ed oculato nel divulgare le notizie e le vicissitudini che hanno caratterizzato il doloroso percorso di Smeraldina da che è nata ad oggi.

Un ringraziamento speciale e mi auguro che tutti gli amici su nominati non me ne vogliano, sento di rivolgerlo fortissimamente a due semplici ragazzi estranei alle nostre famiglie che, con la loro vicinanza, il loro affetto e l’amore che hanno continuamente manifestato a Smeraldina sono andati oltre ogni logica razionale: mi riferisco a Valeria Turino, terapista del metodo “Feldenkrais”, bella e positiva ragazza piena di vita, che è stata per la mia

nipotina e lo sarà sempre, come continua a dire lei, la sua seconda mamma e a Davide Ficanò Orlando, stupendo giovane di Palermo che ha conosciuto Smeralda tramite internet e che, coinvolto da questa piccola e innocente creatura e dalla sua triste e incredibile vicenda, non ha mai considerato la distanza che lo separava dalla nostra città, venendola a trovare, quando gli era possibile, all’ospedale Nuovo Garibaldi dove era ricoverata dalla nascita anche per pochi minuti, per poi fare rientro a casa a Palermo. Davide, cuore generoso e nobile, non è voluto mancare a questo “surreale ultimo appuntamento”, - il richiamo di Smeraldina era troppo forte - così, già giovedì mattina, preso il primo volo da Stoccarda dove da poco lavora, si è precipitato sino a qui.

E’ sbalorditivo, quasi irreale amici miei sapere che, in questo mondo dove la cattiveria, la violenza, l’egoismo ecc. regnano sovrane, esistano delle persone con un cuore così grande per il prossimo… Ciò, comunque, non ci deve meravigliare più di tanto, perchè sono fermamente convinto che niente viene per caso. Infatti, questi “fantastici angeli terreni” sono il frutto dell’Amore che Dio, attraverso Smeraldina, ci ha voluto elargire e che, per lei, Egli ce li ha messi accanto pronti all’occorrenza a venirci in aiuto.

Che il nostro misericordioso Padre li benedica abbondantemente!…

Non vorrei sembrare ripetitivo ma desidero, infine, precisare che se nella mia lunga carrellata di nomi ho inconsapevolmente dimenticato di menzionare qualcuno, non se l’abbia a male, il mio sincero grazie va esteso incondizionatamente a tutti quanti.

Ci sarebbe ancora tanto da dire su questa inspiegabile, assurda, triste vicenda di cui Smeraldina è stata l’ennesima vittima innocente della malasanità e che si è conclusa, purtroppo, come abbiamo visto dolorosamente. Lasciamo fare quindi a chi, nelle opportune sedi giudiziarie, se ne sta già da tempo occupando per ristabilire la verità dei fatti e mettere fine al grave torto subìto.

A questo punto, credo che sia giunto per me il momento di smettere, non prima però di aver salutato con un immenso bacio la mia speciale e bellissima nipotina, ringraziandola per tutto l’Amore che ha profuso a ognuno di noi, aprendo i nostri cuori e facendoci così riscoprire i valori spirituali perduti, portando a compimento la missione che il Cielo, molto probabilmente, aveva per lei già prestabilito e cioè far conoscere, a quanta più gente possibile, l’incommensurabile Amore di Dio e la sua infinita misericordia.

Smeraldina, anche se sono più che certo che ora stai finalmente bene nelle sicure e grandi braccia di Gesù, per me non cambierà nulla perché sarai sempre presente nei miei pensieri e non mi stancherò mai di dirti: mio piccolo grande tesoro mi mancherai tantissimo…rimarrai, finché avrò l’ultimo respiro, nel mio cuore e sicuramente in quello di chi ti ha voluto tanto bene. Il tuo ricordo guiderà, proteggerà e consolerà da lassù dove ora sei, la tua cara mamma, il tuo forte papà, il fratellino Nicolò e la gemellina Alice.

Ciao, arrivederci mio dolce angioletto.

 

Informazioni aggiuntive