SE INTERNET DIVENTA OSSESSIONE

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Aumenta in maniera esponenziale il numero di persone che passa troppe ore connesso alla rete. C'è chi si alza al mattino per sedersi subito al computer per una  partita al poker o un gioco on line. C'è chi chatta via webcam per ore sia la sera che in ogni minuto disponibile. Accumulare più amicizie possibili su Facebook o followers su Twitter è una sfida irrinunciabile. Tale fenomeno sta creando allarme tra gli psichiatri poiché è associato a un auto isolamento, ad ansia, a un senso alterato del tempo e dello spazio, a problemi di lavoro e a fallimenti scolastici.

 

I segni distintivi per individuare questa nuova malattia sono diversi a seconda dell'età. Negli adolescenti si nota un progressivo allontanamento dalla realtà, l'interesse predominante diventa la comunicazione on line mediante i social network, per i giovanissimi non è determinante il numero di ore passate davanti al computer o allo smartphone, dato che i ragazzi sono nati e cresciuti nell'era tecnologica e sono dotati di un nuovo modo di pensare e comunicare. Perciò è difficile accorgersi del preciso momento in cui si supera il confine tra una condotta normale e una vera dipendenza. In internet non c'è contatto tra persone se non attraverso uno schermo. Due ragazzi che comunicano attraverso una webcam non solo non si emozionano e non arrossiscono neppure parlando di cose intime o imbarazzanti, ma recitano una parte e perdono ogni spontaneità. In chat il corpo diventa uno strumento non verbale che, a lungo andare, invita i ragazzini a non interagire con gli altri. La rete inoltre è un luogo senza scampo per chi è vittima di attacchi e insulti perché offre una visibilità infinita e una memoria illimitata. Il senso di vergogna che ne consegue è una delle più orribili esperienze in fase di adolescenza. Il cyber bullismo può avere conseguenze drammatiche. In questi casi, intervenendo in tempo, le vittime possono essere aiutate a sviluppare una maggiore capacità si autoaffermazione. Ma anche i loro "carnefici" non devono essere lasciati soli perché sono sempre degli adolescenti problematici che vanno aiutati a canalizzare la rabbia incontrollabile che riversano ingiustamente su coetanei deboli o indifesi.

Per gli adulti invece tutto è più chiaro, quando un adulto usa il computer per lungo tempo e prova disinteresse per ogni altra attività è bene alzare la guardia. Gli adulti dovrebbero per primi non cadere in questa trappola e vigilare attentamente nei confronti dei loro figli. Spesso invece i giovani vengono lasciati liberi per ore davanti ai computers o agli smartphone. Invece sarebbe meglio parlare con loro, scoprire esigenze, sogni, interessi e spingerli a superare con le proprie forze le difficoltà di relazione, proporre loro delle attività stimolanti, aprirli a nuove amicizie, inculcare il piacere di vivere emozioni diverse. Davanti a un PC il ragazzino si appiattisce intellettualmente e sparisce dalla vita sociale o addirittura dalla famiglia, e inevitabilmente finisce per crearsi un mondo virtuale nel quale non si confronta mai con nessuno.

Per curarsi da una tale patologia esistono dei centri pubblici di Internetpatia sia per adulti che per ragazzi dove degli specialisti  aiutano a riscoprire il piacere di un'emozione. 

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