MA COME PARLI?

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 E’ diventato un problema. Davvero non è facile per i linguisti districarsi tra quotidiani neologismi sfornati ad impronta; abbreviazioni, punteggiature abusate e quant’altro viene lanciato nei circoli dell’etere. “Riavvolgi il nastro, non essere segovio(noioso); scatta caz…, ci vediamo a Marzullo( mezza notte) stasera per gabbibbare un po’”; “Vieni con me in riva al mare, ci saccapeliamo insieme per strafugnare alla grande”(Strafugnare” non è una parolaccia, significa “Strapazzarsi di coccole”).Cosa sta succedendo alla Lingua italiana? Sarà tutta colpa della televisione, del computer, dei telefonini e di chissà quali altre diavolerie mediatiche, sta di fatto che il modo di comunicare è radicalmente cambiato. Se in bene o in male sarà il tempo a stabilirlo. Per adesso si è nel limbo. Dalle nostre parti,

l’evoluzione della lingua ha mostrato aspetti alquanto curiosi. Dal dopoguerra a oggi è stato tutto un crescendo o, per dirla in catanese: “tutta na calata”. Prima gli esterofilismi di marca Siculo-anglo-americana: “Okkay mea bebby, parramu di cosi serii: ‘u culasti ‘u coffii!!?; poi la parlata in dialetto italianizzato: “Mamma mi abbollo!?” Risposta: “Abbollati figghia!”. Un classico. Era un linguaggio ancora comprensibile. Prima dell’arrivo dei network e dello studio obbligatorio ma necessario delle Lingue straniere, parlare nella propria lingua sia pure con qualche storpiatura era ancora “un sacco bello” o, al massimo, “carinissimo”. Oggi il problema non consiste solo nella correttezza o meno della grammatica, ma investe la stessa comprensibilità del messaggio. La nostra Lingua, svuotata dei suoi contenuti stilistici, depotenziata della sua forza comunicativa, depredata dei suoi valori espressivi, anche se è stata di recente rivalutata si avvia sempre più a diventare mero strumento gergale. E non si tratta di abitudini limitate ad alcune aree regionali o localistiche. Il fenomeno è esteso e fa tendenza. I termini utilizzati che prima passavano da una discoteca all’altra, da un pub all’altro, da una panineria all’altra, adesso viaggiano velocemente da un continente all’altro. L’evoluzione linguistica è così rapida da lasciare per aria i suoi tradizionali connotati. Le parole non sono più le stesse e non c’è un vocabolario dove cercarle. Persino sui stracliccati (si può dire?) motori di ricerca si fa fatica a rintracciarle. Tutto ciò finisce inevitabilmente per riflettersi sul rendimento scolastico individuale oltre che sul piano della convivenza familiare. Se da un lato nonni e genitori si lamentano perché non riescono più  a capire i propri ragazzi, dall’altro gli insegnanti denunciano più di una difficoltà sia nelle interrogazioni che nei temi scritti. Un bel da fare. La mitica matita rossa e azzurra è da temperare. Resettare sarà una soluzione, cos’altro si può fare per il momento!?  

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