PIPPO PATTAVINA ALLO SPECCHIO

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“Pippo Pattavina allo specchio” è il titolo della conferenza-intervista organizzata dalla biblioteca “R.Livatino” al Castello di Leucatia. Il popolare attore nativo di Lentini ma catanese di adozione, incalzato dalle domande dei giornalisti Santo Privitera e Silvia Ventimiglia ha risposto a tutto campo senza trascurare i minimi dettagli. Alla fine l’incontro durerà oltre due ore.I particolari sono quelli di una vita teatrale intensa, vissuta con la consapevolezza di chi ben conosce sacrifici e soddisfazioni in egual misura. L’attore catanese malgrado la profonda crisi che attanaglia il teatro catanese è sempre presente sulla scena sia come attore che come critico. Ultimamente fa parlare di sé anche per le sculture in pietra lavica, tutte di ottima fattura, che per sua stessa ammissione confeziona nei pochi ritagli di tempo disponibili. Dopo la proiezione di una “clip” dedicata alla sua esaltante carriera, la conferenza-intervista ha inizio.   

Nel suo breve discorso introduttivo, il medico scrittore Alessandro Russo ha puntualizzato i motivi della scelta: “Abbiamo voluto dedicare un pomeriggio a Pippo-dice-perché egli incarna la figura poliedrica per antonomasia non solo del teatro siciliano”. Infatti, Pattavina è un attore eclettico, aperto a qualsiasi ruolo proprio perché passa dal comico al drammatico con estrema facilità, motivo per il quale ha sempre rifiutato l’appiattimento o, peggio, l’etichettamento a questo o a quell’altro personaggio interpretato. “Fare l’attore probabilmente era già nel mio DNA-esordisce Pattavina-pur avendo iniziato la carriera come cantante, intrattenevo il pubblico con una barzelletta o con qualche scenetta”. Tra il serio e il faceto racconta gustosi aneddoti e svela i retroscena sui rapporti con alcuni dei tantissimi personaggi con i quali ha lavorato. Sorride quando accenna alla meticolosità quasi maniacale del grande Turi Ferro sulle scene e dietro le quinte; si commuove allorquando parla della compianta Mariella Lo Giudice; si adombra quando rivela i rapporti tutt’altro che idilliaci con l’attrice italiana Paola Pitagora: “Eccellente attrice sì, ma fredda e impersonale che quando recita non ti guarda neanche negli occhi”. Aneddoti e battute comiche a parte, Pattavina non nasconde il suo rammarico per le precarie condizioni in cui attualmente versa il teatro Stabile di Catania. “A parte i finanziamenti che scarseggiano-chiosa l’attore-manca l’autorevolezza degli attori di un tempo: dove sono- si chiede-i Simili, i Pandolfini, gli Spadaro!!??” Come dargli torto se consideriamo che la crisi del maggiore ente teatrale catanese non lascia ancora intravedere la benché minima via di uscita?. Ma se di crisi si parla, è bene farlo affrontando l’argomento nelle sue varie sfaccettature. Pattavina lo fa con la consueta schiettezza. Mentre accusa le Filodrammatiche amatoriali di scarso livello professionale, lamenta la mancanza di rinnovamento dei cartelloni: “Gli autori ci sono-dice-manca però la disponibilità da parte dei produttori ad attenzionare le nuove opere”.   ( Nella foto, S.Privitera,A.Russo,P.Pattavina,M.L.Santangelo,S.Ventimiglia).