CURIOSITA': "La cognonomastica catanese"

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 “Il sig. Turi Pappalardo!?” Ma leva ‘na curiosità…ma lei chi è di Catania??  Quando un cognome è così familiare, un catanese che si sposta “ ‘n continenti” è la prima domanda che gli rivolge.  Se è vero com’è vero che lo studio dei cognonomastica si basa essenzialmente sull’area di riferimento geografico,  ecco il primo esempio di come attraverso il cognome, per via deduttiva, facilmente si può risalire alla città d’origine di ciascuno. Proprio in questi giorni è stata stilata una classifica dei cognomi più diffusi nell’Isola, con particolare riferimento alla nostra città. La statistica non è certo una scienza esatta ma “al novanta per cento”, è il caso di dirlo, si avvicina alla verità. Così, contrariamente alla tendenza generale, scopriamo che il cognome “nostrano” regge alla concorrenza dei “Diop-mba” “Chen-ci”, “Mohamed” o “Lucescu”.   La Sicilia, come le altre Regioni d’Italia, riflette nei suoi cognomi l’incrocio di culture e lingue che si sono nel frattempo stratificati nell’Isola nel corso dei secoli: invasioni barbariche e  successive dominazioni comprese. Così se Calì  e Calogero, ad esempio, sono di derivazione greca; tra i cognomi da ascrivere agli spagnoli, Toledo e Scuderi sono i più diffusi. Ma la questione delle origini dei cognomi in Sicilia non può essere riconducibile solo a un fattore migratorio. Il fenomeno è infatti è culturalmente più complesso e investe molti aspetti della convivenza civile. Gli antichi mestieri ( Cavallaro, Maniscalco, Vaccaro, Spadaro, Balistreri ect); Luoghi d’origine (Messina, Catania, Palermo, Milano etc.); i cognomi derivanti da nomi di persona    ( Di Stefano, Di Salvo, Di Mauro Leonardi etc.), sono tra questi.  A ciò aggiungiamo anche i cognomi imposti per legge ai trovatelli( sulla quale, viste le bizzarre attribuzioni è meglio soprassedere). Poi bisogna aggiungere gli errori di trascrizione, gli avvenimenti storici  e perfino i soprannomi. Una curiosità. Il cognome Privitera, viene fatto risalire, a Catania, all’epoca dell’eruzione del 1669. Il disastroso evento storico provocò l’emigrazione in massa  verso il vicino capoluogo. La città venne invasa dai profughi i quali, in attesa di una sistemazione fuori la cinta muraria( individuata poi tra le attuali Cibali e Borgo), vennero schedati come “Privi di terra”. Ben altro significato riveste, invece, il quasi omologo Previtera. I cognomi continuano ancora oggi ad essere oggetto di scherno o di elucubrazioni più o meno ludiche. “Mi presento: sono Castagna…lieto della conoscenza. Risposta: Riccio… il piacere è mio.” Tra i vezzi  preferisti degli studenti, c’è quello di storpiare i cognomi dei compagni. In preda alla noia, gruppetti di ragazzi il sabato sera setacciano  i citofoni di interi complessi condominiali  alla ricerca di strani accoppiamenti di cognomi riportati nei citofoni. Visto che i moderni elenchi telefonici non sono più ricchi  come una volta, è quasi tramontato l’uso di consultarli per “farsi quattro risate”. Non mancano i paradossi se consideriamo che ad amministrare la Regione siciliana sia un…Lombardo; mentre a capo della Lega Nord un Bossi (che deriva da Boss).  Era convinzione diffusa tra i latini che il cognome celasse, nel bene e nel male, il destino di ciascun uomo. Bastava solo un avvenimento coincidente perché questa si rafforzasse nella convinzione di tutto il popolo. Così anche per i mestieri. Non è raro che il cognome coincida col mestiere svolto. Se Cocina fa il muratore o Spanò l’idraulico, il dado è tratto.