LA FESTA DELLA MAMMA: "Le madri non sbagliano mai"

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Ogni nuova generazione è trasgressiva nei confronti dei genitori e della società. E’ questo un positivo contrasto con l’esistente per accrescere di nuove idee e nuove risorse l’orizzonte culturale, politico e morale del nostro paese e del mondo intero.Essere genitori non è cosa facile. Figli si nasce, genitori si diventa.Un figlio comprenderà le ansie, le preoccupazioni, le paure dei propri genitori nei suoi confronti, soltanto nel momento in cui anch’egli si troverà a ricoprire un ruolo genitoriale. “Le madri non sbagliano mai” è il titolo di un saggio scritto da Giovanni Bollea, neuropsichiatra infantile dei nostri giorni, secondo il quale la madre ideale è la “madre naturale”. La madre naturale è quella che “educa”, cioè guida il figlio senza soffocarlo. Per lei affetto e rimprovero hanno una uguale importanza. Ammonisce quando c’è da ammonire, ma non tiene il broncio per tanto tempo. Lei non dice mai al proprio figlio che non gli vuole bene, non lo minaccia di privarlo del suo affetto, perché sa che potrebbe creargli ferite profonde e perennemente sanguinanti. Lei crede in lui, nella sua riuscita, nella sua crescita positiva, lo accetta e lo aiuta a diventare se stesso.

Questa è però la madre ideale. Davvero le madri non sbagliano mai? Le madri con i loro tratti caratteriali, personologici, esperenziali influenzano la crescita dei propri figli. Una madre ansiosa, insicura, sempre preoccupata di sbagliare, timorosa che possa succedere qualcosa al bambino, trasmetterà al proprio figlio un continuo stato di eccitazione che lo porterà a essere poi un adulto instabile in tutte le attività che svolgerà.Una madre disforica, che cambia spesso umore, che alterna accettazione e rifiuto, una madre dunque ambivalente nei confronti del bambino, lo renderà, a lungo andare, insicuro, indeciso, capriccioso e triste. Cosa dire poi di una madre ossessiva e perfezionista? Con la sua freddezza e rigidità nelle norme igieniche, nelle limitazioni dei giochi prima e delle uscite con gli amici poi, farà sì che il proprio figlio, con molta probabilità, stratificherà una struttura fobico-ossessiva. Anche una madre passiva, troppo permissiva rischia di danneggiare i propri figli, i quali percependola assente, non disponibile, poco partecipe, reagiranno con ansia, aggressività, noia e difficoltà socio-affettive. Ma anche un atteggiamento da “chioccia” può causare problematiche varie. Il suo pensare a tutto e a tutti, il suo sostituirsi continuo, lo sgravare marito e figli da pesi e responsabilità, provocherà un senso di soffocamento e poca crescita e autonomia. Le madri quindi spesso sbagliano. Bisogna per questo stare sempre attente, interrogarsi spesso, mai dare nulla per scontato e perdere parte della propria egocentricità. Non c’è una ricetta unica per tutte. Possono esserci delle linee guida cui attenersi. A mio avviso, tre sono gli elementi fondamentali per una buona riuscita genitoriale: l’amore, il rispetto, la comprensione. Se poi una madre ha l’appoggio coerente di un marito-padre che arricchisce con sicurezza e fiducia il contenitore familiare, può stare certa che le basi per un’ottima riuscita ci sono tutte.