CONFERENZA SU BENEDETTO MACARONIO

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Non una semplice commemorazione ma una conferenza vera e propria sulla vita e le opere del poeta, scrittore e critico Benedetto Macaronio venuto a mancare alcuni mesi fa all’età di  73 anni. “Macaronio fa parte della nutrita schiera di geni letterari catanesi  che in termini di notorietà  ha raccolto meno di quanto avrebbe effettivamente meritato”,  lo ha affermato nel suo intervento introduttivo il presidente del centro culturale “Paternò-Tedeschi” Santo Privitera organizzatore  dell’incontro. Relatori sono stati i poeti  Renato Pennisi e Vera Ambra, che condivisero con Macaronio un breve ma intenso tratto di vita culturale. Macaronio lascia Catania per trasferirsi per qualche tempo a Roma. Ritornerà per concludere in povertà e solitudine la propria esistenza terrena in una casa di riposo per anziani.

Ennese di nascita ma catanese d’adozione, il poeta è stato autore di oltre 10 pubblicazioni; tra queste ricordiamo le sillogi “Labyrinthos”(1981), “Trilogia di Haiku”(1983), “Anthropo(a)gonia”(1986), “Fabula extrema” (1988) e “Pagine” (1993). Oltre a numerosi saggi, scrisse l’affascinante romanzo di fantascienza “Il cerchio quadrangolare”        ( 1989). Nella prima metà degli anni Novanta, fonda con un gruppo di intellettuali  la rivista bimestrale “Via Lattea”, considerata dal quotidiano “La repubblica” tra le 10 riviste più importanti di quel periodo. Renato Pennisi che visse quell’esperienza, definisce  Macaronio “un uomo colto, una enciclopedia vivente; un estremista dell’anti-mediocrità contro la quale si scaglierà sempre con feroce ironia. Racconta, in proposito, alcuni curiosi aneddoti. Vera Ambra, infine, ha commentato l’ultima opera del Macaronio: “L’epistola a Vera”. “Un autentico testamento”-asserisce la relatrice destinataria della lunga missiva raccolta in un volume- “che mi ha fatto scoprire della poesia aspetti a me fino ad allora sconosciuti”. Nella foto, un momento della conferenza.