IL METODO STANISLAVSKIJ: "La Verità nella Finzione"

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 Il metodo Stanislavskij, nato intorno ai primi del novecento, è uno tra i più noti sistemi di “regole” e indicazioni dedicati al fantastico e accattivante mondo della recitazione. Diverse sono per lo studioso, le basi principali e i punti cardine dell’apprendimento dell’arte teatrale. Le parole e i concetti chiave risultano essere: l’immedesimazione, la reviviscenza, la comunicazione, l’immaginazione, la verità, la verosimiglianza, la memoria emotiva, il magico sé. L’attore deve allenare la mente ogni giorno, lavorare su se stesso con cura e minuzia, analizzarsi di continuo, scrutarsi, guardarsi dentro in profondità; deve educare la propria interiorità, intervenire razionalmente su meccaniche emotive e psicologiche. “L’attore deve costantemente lavorare su sé, sull’auto perfezionamento. Deve mirare a dominare più rapidamente possibile qualsiasi personaggio. L’arte del nostro teatro esige un costante aggiornamento, un tenace lavoro su se stessi”. Diversi sono gli esercizi da effettuare quotidianamente, da quelli di rilassamento, per eliminare le tensioni muscolari, a quelli di respirazione e concentrazione. E’ fondamentale recitare vivendo la finzione, provando realmente sentimenti profondi e densi. Si deve ascoltare davvero l’altra persona, non pensare solamente alla battuta da dire e all’applauso o al consenso del pubblico. Occorre comunicare, nel vero senso del termine. L’attore deve necessariamente immedesimarsi nel suo personaggio, trovando con esso anche dei punti di contatto; deve utilizzare scenicamente il suo privato, ed esternare il suo bagaglio interiore, abbandonarsi alla reviviscenza e alla memoria emotiva. Per Stanislavskij il concetto di verità è pregnante. L’artista non deve fingere ma essere reale, vero; partendo dalle circostanze date (insieme di fatti e situazioni esistenti : trama, epoca, ambientazione) deve creare, ricorrere al cosiddetto magico sé, andare oltre il testo , interpretare a suo modo il personaggio e mettersi nei suoi panni. Si deve fingere il meno possibile. Portare in scena il protagonista ma anche e soprattutto se stessi. Solo vivendo appieno le emozioni descritte e recitate, ricordando eventi e momenti del proprio passato, raccontando l’io e facendo emergere l’essenza e non l’apparenza, si riuscirà davvero a comunicare e a trasmettere qualcosa di concreto al pubblico.