LE BIOGRAFIE: Isidoro Privitera, l'uomo, l'imprenditore, il politico"

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Con Isidoro Privitera che fu il primo sostenitore del Centro culturale “V.Paternò-Tedeschi nel Novembre del 1985, inizia su “Il Prismatico” una nuova rubrica. Si intitolerà “Le Biografie” e riguarderà i personaggi catanesi che si sono distinti nei vari campi della Cultura, dell’imprenditoria, della politica e delle professioni in generale. Sarà curata dai componenti del comitato redazionale.

  Nel venticinquennale della scomparsa avvenuta il 18 Aprile del 1987, ricordiamo la figura umana, imprenditoriale e politica di Isidoro Privitera ( nella foto). Si vuole rendere omaggio cosìall’eclettico personaggio che, partitodalla “gavetta”,  è riuscì a raggiungere con successo, nel corsodi una vita alquanto movimentata, i vertici della politica catanese. Nella prima parte degli anni ’80, infatti, fu assessore e Vice-Presidente della provincia. Privitera, tra l’altro, è noto per avere denunciato all’autorità giudiziaria, brogli durante  le elezioni provinciali del 1985. L’accusa provocò, nel febbraio del 1987,  la temporanea caduta del consiglio provinciale e la conseguente indizione di nuove consultazioni elettorali circoscritte alle sezioni “incriminate”. Inevitabili  divamparono allora le polemiche, e le ripercussioni nel mondo politico etneo non si fecero attendere.Un vero e proprio scandalo che precedette di pochi anni quello ben più consistente scatenato poi da Tangentopoli.  Ma Isidoro Privitera, il “Commendatore” come tutti lo chiamavano per il titolo della Repubblica acquisito, dagli anni trenta  e fino alla sua scomparsa, non si occupò solo di politica ma si distinse per il suo intenso dinamismo in vari campi della vita economica e sociale cittadina: in particolar modo in quella imprenditoriale.

 

Nato a Catania il 22 Luglio del 1922 nel popoloso quartiere di Barriera del bosco, già all’età di otto anni il padre lo avviò al duro lavoro nella fabbrica di laterizi che  possedeva. Durante la Seconda guerra mondiale, combattè  sul fronte Greco-Albanese conseguendo persino un alto riconoscimento per meriti di guerra. Dopo il concedo, fu assunto al Comune di Catania nel settore daziario. Nel corso della sua brillante vita lavorativa, conseguì numerosi riconoscimenti e promozioni. Nel frattempo, intraprese l’attività di costruttore edile. Fu, per un breve periodo, anche imprenditore agricolo nella propria masseria in territorio di Lentini. Non ebbe un elevato grado di cultura, ma una intelligenza viva e costruttiva sì. Amò la vita, perché la sua fu spesa con la virtù dell’impegno e la fierezza del coraggio. Andava ripetendo che “per un guerriero, morire con la spada tra le mani è la giusta ricompensa”.

Lui, anche quando gli venne diagnosticata una grave cardiopatia, mai attenuò i suoi ritmi di lavoro. Quando gli venne prospettato il progetto della costituzione di un Centro Culturale che si occupasse della rivalutazione della storia Catanese, lo condivise appieno e lo appoggiò. Purtroppo non fece in tempo a seguirne gli sviluppi. Questo Centro culturale, si chiamerà “Vincenzo Paternò-Tedeschi”.

Attivista politico tra le fila della Democrazia Cristiana, lasciò questo partitoper fondare, assieme al collega imprenditore Mario Ferrini, ”Sicilia 2000” : una formazione politica autonomista.  L’esperienza fu di breve durata, ma nelle liste di questo partito, Privitera  venne eletto consigliere provinciale. Dopo lo scioglimento di questo movimento, confluì nel gruppo del Partito Repubblicano Italiano.

Nel 1985 mancò l’elezione per una manciata di voti. Dopo due anni di battaglie legali, riuscì nell’impresa di fare sospendere quelle elezioni che egli definì “una scellerata consorteria trasversale tra partiti ”. La morte lo colse appena due mesi dopo.