Intervista a Fioretta Mari

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Intervista a Fioretta Mari 

Vulcanica, materna, ma anche esigente, premurosa e simpatica. E’ l’attrice Fioretta Mari, toscana, ma di madre siciliana, conosciuta anche in America per le sue doti artistiche e per la grande umanità. L’abbiamo incontrata durante la kermesse “Una ragazza per il cinema 2013”, nella quale è stata direttrice artistica e giurata d’eccezione.

“Questo è un momento delicato per i concorsi di bellezza, cosa ne pensa Fioretta Mari della polemica sollevata contro i concorsi di questo tipo?”

“Una polemica incomprensibile. Il concorso è solo la vetrina che permette di affinare il talento, noi vogliamo ragazze intelligenti e carismatiche, quindi bisogna fare una distinzione tra concorsi. Una ragazza per il cinema e Miss Italia, a cui ho preso parte in questi anni, sono concorsi seri. Cerco sempre, con i colleghi, di dare una visione diversa del classico concorso di bellezza, abbiamo cercato di trovare delle doti umane perché, secondo me, una donna non è solo bella, ma è tutto ciò che la circonda: come si comporta a tavola, come si comporta con gli amici, come si comporta in genere nella sua vita. Ecco perché da qualche anno sto scoprendo alcune brave artiste, perché non mi fermo all’apparenza. Dostoevskij diceva “la bellezza salverà il mondo”, io mi permetto di contraddirlo dicendo che “l’amore e la tenerezza” salveranno il mondo. Oggi, infatti, la bellezza non basta da sola, ma deve essere accompagnata da altre doti: l’umiltà, che non deve essere troppa, la simpatia che deve essere tanta e un pizzico di umanità che distingue una persona mediocre dagli altri.

Lei ha tante scuole sparse per l’Italia dove insegna dizione e recitazione, ma lavora anche con la scuola americana Strasberg a New York e Los Angeles. Che visione hanno in America di noi italiani?

“Gli italiani sono particolarmente stimati per l’arte, il problema è che non lo sanno e questo è un vero peccato. Gli americani hanno più organizzazione di noi, iniziano a studiare già a quattro anni. Per questo mi sto battendo affinché si possa mettere la dizione nelle scuole, sarebbe un successo. Bisogna spiegare ai ragazzi che, oltre a parlare bene, quando si recita o quando  si fa un esame, bisogna respirare bene, bisogna tranquillizzarsi. Poi nella vita bisogna sapere un po’ di tutto, bisogna conoscere e soprattutto leggere. Ecco la bellezza dei concorsi sani e giusti, senza raccomandazioni. Il concorso fine a se stesso non serve più, le ragazze studiano. Ci sono donne intelligenti che, per motivi contingenti della vita, non hanno potuto esprimere il loro talento. Noi permettiamo loro di poterlo fare, guardiamo l’anima, il talento e soprattutto la buona fede”.

Fioretta Mari insegnante, materna e esigente, come concilia questi due aspetti?

“Non lo so, io non so chi sono, ma cerco sempre di dire la verità senza offendere nessuno. Uno dei segreti per insegnare è trovare il modo giusto di porsi verso gli altri. Noi abbiamo una grande situazione di malinconia in Italia, i nostri giovani sono tristi per questo a me piace parlare con loro. Una volta un ragazzo con problemi di droga mi disse che non aveva niente in cui sperare e questo mi ha fatto male. Io voglio, invece, che i giovani possano dire sempre: sono orgoglioso di essere italiano perché in Italia ho speranza per il domani. La cosa più importante è credere in se stessi e credere anche che in futuro qualcosa possa cambiare e questo i miei ragazzi me l’hanno detto. Facciamolo nostro il detto “domani è un altro giorno” di Via col vento, perché è inutile lamentarsi, dobbiamo rimboccarci le maniche, torniamo alla terra, riuniamoci. La forza dell’italiano sta proprio in questo, non si abbatte, anche se è un momento grave, quindi io ho fiducia perché i nostri giovani sono straordinari.

Cosa distingue la Sicilia dalle altre parti d’Italia?

“Cominciamo a dire che adoro la Sicilia, sono mezza siciliana e mezza fiorentina. La lingua italiana nasce in Sicilia con Ciullo d’Alcamo. Quando io insegno la dizione spiego come chiudere le vocali, rifacendomi al siciliano di Pirandello. Quindi voglio dire a tutti i siciliani: pensateci avete la lingua italiana in mano”.

Chi è Fioretta Mari, come donna e come attrice e quanto sono distinte le due facce?

Prima sono donna, poi attrice, prima di tutto sono mamma…Sono riuscita a scindere le due cose, perché molte volte l’attrice prende il sopravvento e si fa prendere da mille fantasie. Mai dimenticare chi siamo: una cosa è il palcoscenico, una cosa è la vita, viceversa, si rischia di perdere l’umanità. Presi solo dall’interesse perdiamo di vista le vere cose della vita: un bambino, la gioia di diventare mamma, l’amore per il compagno, avere un cagnolino, come la mia Nanà, e avere una figlia meravigliosa come la mia.

 Silvia Calanna

 

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