SANT'AGATA CON I PUPI

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 Organizzata dal Centro culturale “V.Paternò-Tedeschi” in collaborazione con l’associazione “Il Paladino”, si è svolta la rappresentazione teatrale in nove quadri tratta da un lavoro di Salvo Mangano: “Sant’Agata con i Pupi”. L’evento è stato preceduto da un momento letterario presentato da Nunzio Spitalieri su temi agatini, offerto dai poeti Carmelo Filogamo, Costanza Isaia, Gaetano Petralia e Francesca Privitera(autrice del bassorilievo di Sant’Agata esposto in sala). Quello dei pupi è sempre stato uno spettacolo suggestivo dove religione, arte e storia fondendosi in uno scenario tutto siciliano, è ancora capace di attrarre un pubblico di adulti e bambini. Per queste manifestazioni non occorrono grandi spazi: una semplice scenografia illuminata nelle giuste angolazioni, una buona sintonia tra “animato” e “recitato”, possono rendere lo spettacolo efficace ed accattivante al tempo stesso. Ancora meglio se a supporto interviene la didattica. Così è stato per questa rappresentazione svoltasi nel salone che il sodalizio organizzatore utilizza spesso per i propri eventi culturali. Tra una scena e l’altra, tra letture e monologhi, gli interventi di Santo Privitera, scrittore e studioso delle tradizioni popolari catanesi, sono serviti a fornire un preciso e dettagliato quadro storico dell’epoca imperiale romana in cui si consumò la tragedia della Vergine catanese per mano del crudele Proconsole Quinziano. Nel racconto della vita di Agata, molto spazio trova la voce del popolo catanese; un popolo rassegnato, almeno fino all’avvento del Martirio. L’esempio di Agata-secondo l’autore-ha del prodigioso perché a distanza di secoli

“la parola “Amuri” addiventa universali e lu sacrificiu di la propria vita…un donu…a lu Signuri e a la so genti”. “Parlano gli Atti e questi”-non manca di sottolineare-Privitera- “ancora oggi si prestano a molteplici interpretazioni utili ad esaltare ancora di più la figura di Agata e il suo rapporto con l’amata Catania”. Le Impeccabili voci recitanti dello stesso autore Salvo Mangano nelle vesti di Quinziano e di Antonella Fichera in quelle di Agata, hanno messo in risalto la maestrìa dei manianti Santo Saia e Carmelo Viola. La sistemazione delle luci è stata di Martino Rabuazzo.

Pubblicato sul quotidiano "La Sicilia" l'11.02.'15

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