PASQUA 2022: I DOLI DO SIGNURI

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In occasione del cammino verso la Santa Pasqua di quest’anno, è stato riproposto nella chiesa Sacro Cuore al Fortino, lo spettacolo musico-teatrale “I Doli do Signuri”. Protagonista, il gruppo de “I Colapisci” composto da Carmelo Filogamo, voce e basso; Silvio Carmeci, fisarmonica; Pippo Grillo, primo mandolino e chitarra; Santo Privitera, secondo mandolino e mandola. A seguito del triste scenario di guerra in terra ucraina, quest’anno l’evento è stato particolarmente sentito. I Momenti più drammatici proposti dallo spettacolo sul tema della sofferenza, ha reso assimilabile il Martirio del Figlio di Dio alla sofferenza patita dai popoli schiacciati dalle guerre. La chiesa del Sacro Cuore al Fortino, ubicata nel cuore del popoloso quartiere a sud-ovest di Catania, a pochi passi da Porta Garibaldi, è luogo altamente simbolico. In epoca risorgimentale”-spiega il parroco don Rosario Mazzolaro-“ la sottostante cripta è stata teatro di un cruento scontro tra l’esercito borbonico e le truppe garibaldine”. Fu versato tanto sangue. Il sacro luogo avrebbe poi tra l’altro ospitato le salme dei patrioti giustiziati nel 1937, prima cioè del loro definitivo trasferimento nel vicino cimitero monumentale di Catania. Fin qui la storia. Tornando invece alla manifestazione religiosa, “I Doli do Signuri” ripercorre, tra poesie, nenie, lamenti, antichi canti e brani del Vangelo, il doloroso calvario di Gesù Cristo in cammino verso il Golgota. Il Verbo diventa così l’unica fonte a cui attingere per comprendere appieno il vero significato del mistero pasquale. Questo è il messaggio che si è voluto veicolare. Quattro sono state le tappe scandite nella rappresentazione: Il dolore della Madonna, la Passione e morte di Gesù Cristo, la Pietà e la Resurrezione. Povera ma essenziale la scenografia. Attorno alla croce recante alla base il volto dolente del Cristo(carboncino su stoffa, opera della maestra d’arte Francesca Privitera), i musicisti hanno alternato alla musica, lunghi silenzi e momenti di preghiera. Intensa e commovente è stata infine l’esecuzione a due voci dell’Ave Maria di Bach-Gounod, eseguita al mandolino dal bravissimo Pippo Grillo accompagnato alla mandola da Santo Privitera e dalla chitarra di Carmelo Filogamo. Una novità introdotta quest’anno. “Cu du’ ligna ‘ncruciati, Diu savvò lu munnu”, è la riflessione finale. Caduto il velo listato a lutto, issato quello bianco della Resurrezione, ecco il gesto simbolico in segno di speranza.

 

Nella foto, il Gruppo de "I Colapisci"