VIDEOCONFERENZA DI SALVO TROINA ALL 'AMMI: "LE DONNE DEL RISORGIMENTO: TRA FASCINO, AMORE E LIBERTA' "

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Vissute all’ombra delle grandi figure come Vittorio Emanuele II, Cavour, Garibaldi e Mazzini, le donne del Risorgimento sono state dimenticate dalla storia. Eppure il loro apporto si rivelò importante durante gli eventi che determinarono la formazione dello Stato Unitario. Di questo si è parlato nel corso della Videoconferenza “Le donne del Risorgimento: tra fascino, amore e libertà” organizzata dall’AMMI (Associazione Mogli Medici Italiani) di Catania. Relatore, lo studioso del Risorgimento italiano, M° Salvo Troina. Un lavoro rigorosamente storico per celebrare degnamente il 160.mo anniversario dell’Unità d’Italia, sviluppato attraverso immagini- video appositamente selezionate. Folta la partecipazione delle socie in collegamento da varie regioni d’Italia. Dopo i saluti del Presidente dell’ordine dei medici di Catania, prof. Ignazio La Mantia e delle rispettive responsabili nazionale e catanese dott.ssa Michela D’Arrigo e dott.ssa Antonella Di Maggio, l’oratore ha esordito accennando al panorama storico-politico in cui maturarono le grandi battaglie risorgimentali. “Le hanno chiamate eroine”- esordisce l’oratore- “ma una volta spenti i riflettori sull’epoca risorgimentale, le donne sono scomparse rapidamente dalla memoria collettiva. Aristocratiche, Borghesi o popolane, sfidando lo stereotipo ottocentesco che le voleva solo madri e donne, sono scese in campo perché tutte accomunate da un unico ideale di libertà”. Lo fecero vestendo panni rigorosamente femminili. Da nord a sud, passando per il centro Italia, alcune sono state tante particolarmente ricordate; tra queste: Cristina Trivulzio di Belgjoioso che, perseguitata dalla polizia austriaca, fu costretta a riparare a Parigi; La coraggiosa Rosalie Montmasson, moglie di Francesco Crispi e unica donna presente alla spedizione dei mille; l’affascinante Contessa Castiglione; Giuditta Bellerio Sidoli, compagna di Giuseppe Mazzini; Enrichetta De Lorenzo, rivoluzionaria e amante di Carlo Pisacane. E come non ricordare l’eroina Messinese Rosa Donato Rosso, meglio conosciuta con il soprannome di “l’artigliera del popolo”. A Catania ne avrebbe seguito le orme, un decennio dopo, “Peppa la Cannoniera” al secolo Giuseppina Bolognara”. Quest’ultima, ricordiamo, dopo avere sottratto ai Borboni un grosso cannone, lo ha poi puntato contro di loro. La carrellata comprende non soltanto coloro le quali si immolarono sul campo di battaglia, ma anche le Crocerossine che si occuparono dei feriti, Scrittrici che incitarono alla battaglia e donne del popolo che si occuparono della preparazione di coccarde tricolori, munizioni, innalzando perfino le barricate. Molte di loro affrontarono la prigione o dovettero impegnare i propri averi per “finanziare” le imprese rivoluzionarie. Un discorso a parte Merita Anita Garibaldi, moglie dell’eroe dei due mondi. Morì in circostanze misteriose mentre seguiva il marito in una delle sue abituali spedizioni belliche. Il relatore mostra in video una documentazione che attesterebbe ben altra verità. La sua morte non sarebbe stata accidentale; verosimilmente si trattò di un omicidio mai confermato. 

 

Nella foto, la locandina.

Pubblicato su La Sicilia del 6 Aprile 2021