ATTENTI ALLA DEPRESSIONE

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   E' un importante disturbo dell'umore che spegne la voglia di vivere, altera la personalità, impedisce d'amare, fa sentire estranei nei confronti del mondo e incapaci di essere a proprio agio con se stessi. Si chiama anche "male oscuro" per via dell'ombra nera che getta sulla vita e, a torto, viene considerata una malattia moderna. Di fatto molti grandi del passato se ne ammalarono, tra questi Michelangelo, Van Gogh, Hemingway, Mozart e, probabilmente, anche Leopardi.

La depressione, pur così diffusa, non è un problema in aumento rispetto al passato. La differenza è che oggi è più semplice scoprirla e controllarla con ottime probabilità di successo, a patto però di riconoscerla ai primi sintomi e curarla con ogni strumento a disposizione. Si classifica a seconda delle sue principali manifestazioni in: Unipolare - Bipolare e Distimia da considerare come tre facce di un unico problema.

L'Unipolare - presenta umore depresso, mancanza d'interessi, significativa perdita o aumento di peso corporeo, insonnia alternata a sonnolenza, agitazione, rallentamento psicomotorio, mancanza di energia, costante senso di colpa immotivato e auto svalutazione, diminuzione della capacità di concentrazione, senso d'impotenza, pensieri ricorrenti sulla morte o suicidi e impotenza sessuale. In genere inizia tra i 20 e i 30 anni esponendo al rischio di ricadute. Il numero degli episodi aumenta con l'età e la frequenza è doppia per il sesso femminile che è più predisposto alla malattia.

La Bipolare - è caratterizzata da periodi di sconforto irragionevole che si alternano a eccessiva euforia detta "fase di maniacalità" nella quale si manifestano i seguenti sintomi: esagerata stima di se stessi, mania di grandezza, loquacità accentuata, frequenti vuoti di memoria, incapacità a concentrarsi, agitazione psicomotoria, attacchi d'ansia, frenesia nelle attività sessuali e lavorative, tendenza a sperperare il denaro, insonnia, comportamenti socialmente inaccettabili come l'uso di parolacce o peggio. Compare tra i 20 e i 30 anni ma, in parecchi casi, i primi campanelli d'allarme si manifestano in età adolescenziale. Il disturbo si riscontra sia tra uomini che tra donne ma negli uomini prevalgono i periodi di maniacalità e nelle donne quelli di depressione. Se non curata la malattia va incontro a un peggioramento.

La Distimia - è una forma meno seria della malattia che si protrae per un periodo minimo di 2 anni, può precedere la comparsa della depressione unipolare e presenta i seguenti sintomi: umore irritabile, diminuzione dell'appetito, sonnolenza, calo di energia, perdita di autostima, insonnia o sonnolenza, difficoltà a prendere decisioni, angoscia ricorrente e incapacità di portare a termine un progetto. Questo disturbo interessa circa il 5% delle persone depresse ed ha un'incidenza più elevata nel sesso femminile.

Le cause che inducono la depressione sono spesso il concentrarsi di più fattori. Per primo bisogna considerare quello genetico, lo stress, un'alterazione dei neurotrasmettitori o del ritmo circadiano (cioè il fenomeno dell'inversione delle reazioni all'alternarsi tra la luce e il buio, ossia il sonno notturno e la veglia diurna). Purtroppo questa malattia può interessare una certa percentuale di bambini e adolescenti, la cosa peraltro viene spessissimo sottovalutata dai genitori o addirittura ignorata. Invece bisognerebbe osservare bene i propri figli e considerare se ci sono anche altri segnali d'allarme quali: tristezza, irritabilità, disinteresse per giochi o amici di sempre, peso e altezza al di sotto dei parametri, facile stancabilità, mancanza di desideri, sonno agitato o sonnolenza, sensi di colpa, autosvalutazione, alimentazione disordinata, ricorso a bevande alcoliche, indecisione, perdita d'interesse per l'altro sesso. Questi sintomi trovano una giustificazione solo se si sono verificati eventi che espongono il ragazzo ad un momentaneo disturbo dell'umore quali: morte di una persona cara, separazione dei genitori, eccessive aspettative o severità da parte dei genitori, madre o padre depressi o alcolisti, troppi impegni quotidiani, delusioni d'amore e nell'ambito delle amicizie. Nel caso che si tema invece che il bambino o l'adolescente possa essere affetto da malattia depressiva il primo passo è ricorrere a un terapeuta (psicologo, psicoterapeuta, neuropsichiatra) che saprà risolvere il problema nei tempi e nei modi più corretti. Convivere con un familiare depresso è faticoso, ecco quali sono gli atteggiamenti corretti da assumere per aiutarlo: capire che la sua è una malattia vera e che il malato non è consapevole degli atteggiamenti che assume, condividere con lui ogni progresso e credere fermamente che, con le dovute cure, egli supererà il problema, essere affettuosi e rassicuranti, accompagnarlo alle visite assicurandosi che assuma le medicine, non contrastare la sua volontà e armarsi di tanta pazienza.

 

 

 

 

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