ANGELI SENZA ALI, Racconto di Adriana La Terra

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Dal titolo, ma anche dalla copertina, sembrerebbe un racconto per bambini; invece si presta bene anche per una lettura a più ampio raggio. È del libro “Angeli senza ali”(Lupi editori) che stiamo parlando. Un lavoro pubblicato recentemente da Adriana La Terra. La scrittrice catanese conferma la sua vocazione a scrivere per l’infanzia, ma allo stesso tempo si rivolge anche ai più grandicelli. Non una semplice fiaba; possiamo considerare questo scritto un “Romanzo pedagogico”. La leggerezza della narrazione, la profondità del pensiero unito alla semplicità della scrittura, in questo caso sono punti di riferimento essenziali per un insegnamento di vita efficace. La scrittrice lo fa di proposito, perché l’obiettivo primario è proprio l’educazione nelle sue multiformi sfaccettature. Il rispetto per gli altri, per la natura, per chi ha più di bisogno. Il libro è dedicato alla famiglia tradizionale(la radice), all’antico “Focolare domestico” e allo speciale rapporto che i nonni spesso intrattengono con i nipoti. Vale tanto per gli uomini quanto per gli animali. E proprio gli animali ne sono i protagonisti. Tutti i valori che nel mondo moderno d’oggi appaiono sempre più in lontani, nell’ambito della famiglia “Orsoni” invece assumono una certa rilevanza: quasi una sacralità. La trama è molto accattivante. Lupi, lucertole, volpi, cinghiali, sono i protagonisti della storia. Nella loro società o, meglio, nel loro habitat, ciascuno è chiamato ad interpretare il ruolo che gli compete a seconda del proprio carattere. C’è Lupignolo il bulletto; La simpatica Birillina, lucertolona dalla doppia coda; La zia Lillina, provetta cuoca rimasta single per scelta dopo una cocente delusione d’amore; Pomponio volpetti musicista indigente, disposto a vendere il proprio mandolino per pagare la gita al nipotino. Nonno Vannino, il saggio capostipite, insegna al proprio nipote Bruno i primi rudimenti di vita; lo segue e lo asseconda. “I grandi della terra”-sentenzia l’anziano orso-“sono le persone semplici che lavorano ogni giorno compiendo il proprio dovere in silenzio e con umiltà”. Le giuste parole perché il cucciolo impari bene a camminare a testa alta e ben dritto con le proprie “zampe”.

 

Nella foto, la copertina

Pubblicato su La Sicilia del 3.12.2022

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