LA RECENSIONE: "Catania, alla scoperta della catanesità in forma di parola" Di Vera Ambra

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Che la catanesità sia considerata dagli stessi catanesi come una vera e propria categoria dello spirito, è noto. Chi vive la città nella sua essenza quotidiana, lo può ampiamente testimoniare. Abitudini belle o cattive che siano, un catanese lo riconosci “unni egghè “(ovvero ovunque, anche a distanze siderali). Qualità che evidenziano una volta di più la natura vulcanica, passionale e pure scanzonata che caratterizza il popolo Etneo. Catania e’ un palcoscenico naturale che coinvolge i suoi quartieri. Dal centro alle estreme periferie comprese. I suoi attori recitano la loro parte a soggetto. Tutte le volte che ci si sente fieri di una appartenenza, narrare la propria città diventa quasi un obbligo morale oltre che un piacere. E’ così che nasce il libro “Catania, alla scoperta della catanesità in forma di parole” della scrittrice Vera Ambra per i tipi di “Akkuaria edizioni”. Facendo ricorso anche al contributo di scrittori e giornalisti locali, l’autrice ha raccolto tutto quello che ha potuto, lasciando poco spazio all’inventiva e molto invece alla storia; compresa la biografia di quei personaggi di spicco che meglio hanno rappresentato nel tempo la catanesità in tutte le sedi locali ed internazionali. Ci sono 382 pagine suddivise in 9 capitoli corredati da oltre 100 foto a colori, opera di autori vari; 30 foto d’epoca in bianco/nero e 300 profili di personalità del mondo letterario, del giornalismo, del cinema, dello sport e spettacolo, alcuni dei quali contemporanei. In esse trovano spazio pure i personaggi bizzarri come l’immancabile “Pippo Pernacchia” e lo sfortunato Orazio Viola che molti ancora ricordano percorrere a piedi e curvo sul manubrio della propria bici colma di cianfrusaglie le ripide salite della Catania-Nicolosi. A parte la stupenda e accattivante copertina che riproduce uno dei luoghi più frequentati della movida catanese, Ambra coglie nel segno quando mette a confronto il mondo sofisticato dei Monfiani con quello decisamente zzaurd dei Mammoriani. Lo fa rilevandone le evidenti differenze linguistiche conseguenti alle loro opposte condizioni sociali. L’appendice finale comprende poi un corposo glossario nel quale spiccano i “pezzi” pregiati degli antichi termini catanesi, considerati sì ormai desueti ma che resistono ancora negli strati più popolari della città.

 

Nella foto, la copertina.

Pubblicata su La Sicilia del 27.10.'20

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