PETRU 'U TUCCU

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Ieri sera la triste notizia: “Morto a 71 anni Pietro Anastasi, grande calciatore degli anni 60-70, campione del Varese, della Juve, dell’Inter e della nazionale. Un fulmine a ciel sereno. Appena due settimane fa avevamo parlato di lui con il mio amico Mimmo che con lui giocò nei campetti sterrati dell’acquicella. Niente lasciava presagire della sua scomparsa. Ma la vita è così: “Oggi ci siamo, domani chissà...!” Per Catania è una perdita secca, un’ altra gloria che se ne va anche se egli manteneva con la sua città natale rapporti diradati. Racconta Mimmo, che il suo talento emerse sin da subito. “Quando si involava con la palla al piede”-ricorda-“non riusciva a prenderlo più nessuno”. Qui c’è materia per il mio amico e collega Salvo Pappalardo, una vera eccellenza giornalistica nel campo sportivo. Pur non essendo stato mai juventino, ammiravo “Petru ‘u tuccu”. Con questo pecco lo conoscevamo noi catanesi. A volte mi irritavo quando faceva il gol al Milan, ma poi prevaleva l’istinto della conterraneita’ e mi acquietavo. Preferivo vederlo con la maglia azzurra della Nazionale, giusto per potere pienamente tifare per lui. Così quando segnava ero felice per lui e per la maglia che rappresentava. Adesso che non c’è più, tutti questi ricordi affiorano con un po’ rabbia ma anche con molta tenerezza. Non l’ho mai conosciuto di persona ma questo poco conta. La foto che vedete è tratta dal glorioso “Intrepido” il settimanale più amato dai ragazzi della mia generazione. Un po’ spiegazzata, ma ho voluto inserirla ugualmente nel libro dei pecchi che parla anche di lui. Un tributo al grande calciatore, ma soprattutto un catanese D.o.c. che molti ci invidiarono anche se non indossò mai la maglia con i colori della sua città. Ciao Petru ‘u tuccu, che la terra ti sia lieve. Grazie di tutto.