COME VIVERE CON OTTIMISMO

  • Print

Chiunque tra noi comuni mortali vorrebbe essere in grado di gestire la propria vita e saper affrontare le situazioni difficili senza disperarsi e soccombere, così come avere rapporti stabili e sereni con il partner, i figli, gli amici, i parenti, i colleghi di lavoro e il prossimo. Quando una giornata gira al contrario qualcuno attribuisce la colpa al destino avverso, ma in realtà è la sorte che deve piegarsi ai voleri umani se solo ci si impegnasse nell'arte dell'ottimismo.

Pensare positivo è la più potente risorsa naturale che ci fa uscire indenni dagli effetti psicologici devastanti a cui spinge il pessimismo. Nessuno di noi nasce per essere vittima per cui basta imporsi di riuscire per ottenere i risultati. Evitiamo le frasi negative del tipo: " Ho paura di affrontare... - Meglio morire che... - Non riesco a fare...". Inoltre bisogna sorridere davanti allo specchio ogni mattina e augurarsi una ricca e bella giornata. Ridere è un'attività naturale che fa bene all'intero organismo, più si ride più i polmoni ricevono ossigenazione migliorando la circolazione, aiutando la digestione e allentando ogni forma di tensione. Chi ride molto non soffre di cefalea, ipertensione, ulcere e disturbi cardiaci. La risata ha il potere di mantenere alto il tono dell'umore. In un mondo che va a rotoli invece c'è chi si sforza di soffocare le risate, di reprimere battute spiritose o buffe perchè potrebbero creare danno alla propria immagine. E' convinzione diffusa che chi è credibile o affidabile ha un'espressione seriosa. Niente di più sbagliato, solo chi sa sorridere agli altri è capace di guadagnarsi la fiducia e la simpatia di chi lo circonda. Abituarsi a spiazzare i maleducati con un sorriso è più efficace di un solenne rimprovero. Sarebbe meglio frequentare persone allegre e con un gran senso dell'umorismo.

Un altro problema che impedisce di essere ottimisti è il senso di colpa, una prerogativa prettamente femminile, una sensazione che opprime, toglie ogni piacere, la pace, il gusto di dedicarsi a se stessi. Taluni si sobbarcano di troppi impegni stando svegli quando vorrebbero dormire, ascoltando quando vorrebbero parlare, restando in casa quando vorrebbero uscire. Queste continue rinunce a ciò che da piacere o soddisfazione avvelenano l'esistenza. C'è chi si sente in colpa nei confronti dei figli perché lavora e ha poco tempo, chi perchè ha mangiato un dolce, chi perchè ha fatto spese esagerate. Il senso di colpa diventa nel tempo una vera persecuzione e sembra derivare da un tipo di educazione in cui viene inculcato un eccessivo senso del dovere. Inutile dire che è importante eliminarlo, prefiggendosi delle regole essenziali da seguire (tipo aiutare i figli a fare i compiti) annullando le altre affatto obbligatorie (come lavare i pavimenti ogni giorno). Sarebbe bene selezionare gli impegni e concedersi dei momenti spensierati per stare meglio con se stessi ed affrontare con più carica i doveri quotidiani. Se una volta si è mangiato troppo non fa nulla, il giorno dopo si mangerà meno. Una follia di tanto in tanto non ha mai fatto male a nessuno! Impariamo a volerci bene, a semplificarci l'esistenza eliminando i doveri inutili. Svaghiamoci costruttivamente senza trasformare il relax in una fonte di stress (giocare in età adulta è liberatorio come per i bimbi). Impariamo a dire no a chi chiede troppo senza crearsi scuse. Evitiamo d'imprecare, maledire, autocommiserarci, rinchiuderci in noi stessi se qualcosa è andato male. Riflettiamo su ciò che di positivo emerge da ogni circostanza. Scopriamo tutte le nostre qualità e mettiamole in risalto per piacerci e sentirci importanti. Soltanto così avremo fiducia in noi stessi e ci rapporteremo con gli altri in modo piacevole.

E anche se intorno a noi tira aria di crisi dobbiamo pensare che tutto quello che accade potrà trasformarsi soltanto in qualcosa che ci farà del bene.