I SUPER NONNI

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I nonni del terzo millennio sono tutto fuorchè anziani, hanno uno spirito combattivo nonostante gli acciacchi e la stanchezza accumulati negli anni. Se la salute li aiuta (e la pensione altrettanto) non si pongono limiti. Hanno imparato ad usare il cellulare, spesso anche il computer e la posta elettronica, sono i più assidui frequentatori di cinema, teatri, musei e si godono spensieratamente la vita ballando il liscio, approfittando delle gite fuori porta per incontrare coetanei, prenotando lunghi viaggi in aereo o in nave, come testimoniano i dati dell'ISTAT. Ma soprattutto si dedicano anima e corpo ai nipoti, divenendo per loro fondamentali figure di riferimento e, per i figli, un insostituibile aiuto pratico.

E' una svolta epocale, tenuto conto del fatto che sono anagraficamente più maturi rispetto ai nonni di una volta. A causa dell'innalzamento dell'età pensionabile, della tardiva fuoriscita dei figli dal nucleo familiare, dei progressi della medicina, essi mantengono una vita più vivace e dinamica, allontanando lo spettro della vecchiaia intesa come fine della vita socialmente attiva. La realtà moderna vede genitori lavoratori a tempo pieno che concepiscono il primo figlio intorno ai 30/40 anni, costretti a crescere figli unici per mancanza di tempo e denaro. Ecco che intervengono i nonni nel ruolo importantissimo di baby sitter tuttofare sia esse donne che uomini. I nonni maschi si sono finalmente emancipati e non si rifiutano più di cambiare un pannolino o dare la pappa al nipotino, apprezzano in genere di occuparsi serenamente dei nipoti, piacere che non hanno potuto avere con i figli. Oltre ad amare visceralmente i nipoti, li portano a scuola, al parco giochi, al cinema, in piscina, a scuola di calcio o a lezioni di danza. Così i bambini passano con loro la maggior parte della giornata e acquisiscono un arricchimento e un legame fortissimo. Stando agli ultimi dati, l'85% dei nonni si prende cura dei nipoti fino all'età di 3 anni, il 42% li vede tutti i giorni e il 38,5% più di una volta a settimana. Se poi i genitori sono separati i nonni rappresentano la continuità e la solidità familiare, un esempio che ha effetti positivi sui ragazzi ma anche su di loro, che a contatto con le nuove generazioni, ringiovaniscono e si sentono partecipi della vita attiva. Naturalmente questo modo di vivere i nipoti non è un toccasana per tutti, ci sono nonni che, per questioni di salute o caratteriali, dopo aver cresciuto e aiutato i propri figli, hanno necessità di vivere una meritata vecchiaia libera da impegni e responsabilità. Dunque lasciamo ai nonni la libertà di scegliere. Non obblighiamoli a sobbarcarsi di pesi economici e fisici insostenibili. Complice il periodo storico e la crisi infatti sempre più famiglie sono obbligate a coinvolgere i nonni nella crescita dei loro figli, si calcola che tale aiuto farebbe risparmiare dai 200 ai 400 euro al mese. Ma è una situazione delicatissima che spesso crea negli adulti incomprensioni. I nonni fanno fatica in taluni casi a non sentirsi parte in causa prendendo decisioni che non spettano a loro. Devono imparare a non essere invadenti  e a non minare l'autorità dei genitori del bimbo criticando, o peggio, ignorando le regole che loro impartiscono. I nonni devono essere un sostegno per la famiglia non un pericolo alla stabilità, ciò non vuol dire che devono accettare tutto passivamente ma che,  quando decidono d'intervenire, devono prima confrontarsi con i genitori e trovare un accordo condiviso, consapevoli che comunque sono loro ad avere l'ultima parola. Se non si riesce ad accettare tale compromesso meglio  non occuparsi abitualmente  dei nipotini e accontentarsi di vederli crescere a debita distanza.

 

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