IL BUONO DEL CAFFE'

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Per gli italiani assaporare una tazzina di caffè più volte al giorno è un rito irrinunciabile, sebbene venga reso amaro dal sospetto che possa nuocere alla salute. Ma è proprio così?

Attenzione ci sono buone nuove, è arrivato il momento del riscatto. Secondo recentissime ricerche, nelle persone sane, il caffè assunto in dosi moderate (3 tazzine al giorno) non solo non fa male ma produce effetti benefici.

Distinguiamo però. Pare che la caffeina riesca ad attenuare il senso di fatica e ad aumentare la vigilanza e la motilità intestinale, ma è tuttavia responsabile di possibili effetti nocivi come l'innalzamento della pressione e la comparsa di gastrite. Altre sostanze contenute nel caffè (antiossidanti) sono benefiche perché neutralizzano i polifenoli, processi d'invecchiamento delle cellule, e contrastano l'insorgenza di numerose malattie. Alcuni studi sembrano dimostrare altresì che l'assunzione di caffè assicuri una maggiore longevità.

Attenzione però nel caso in cui il caffè faccia interazione con i farmaci(antibiotici, efedrina, e altre molecole che agiscono sul sistema nervoso). Il  mix tra queste sostanze può provocare tachicardia, aritmia, ipertensione, emorragie cerebrali. Nelle persone adulte e sane (escluso le donne in gravidanza)  la caffeina ingerita entra in circolo in circa 30 minuti e dà il picco massimo di concentrazione dopo 2 ore. Non tutte le persone però lo metabolizzano nello stesso modo, alcune lo smaltiscono con difficoltà e risentono maggiormente e più a lungo dei suoi effetti negativi. Se ci si accorge che non si riesce a dormire dopo l'assunzione di un caffè nel tardo pomeriggio, se si avverte eccitazione nervosa o tachicardia, significa che si è quasi intolleranti. In tal caso si può ricorrere al decaffeinato o evitare proprio di assumerlo.

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